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19 Settembre 2021
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Covid, Agribi fa il bilancio delle giornata di malattia in agricoltura: +46%

Il Covid è costato oltre 200 mila euro all’ente bilaterale per l’agricoltura veronese Agribi. In pratica, il 46% in più di giornate di malattia. A fare i conti di un anno e mezzo di pandemia sul lavoro agricolo sono stati oggi, nella sede di Agribi al Quadrante Europa di Verona, Luigi Bassani, presidente dell’ente di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia , Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil; il vicepresidente Giuseppe Bozzini che è anche segretario regionale della Uila Uil; Marta Turolla, direttore provinciale di Cia-Agricoltori Italiani Verona; Giuseppe Ruffini, direttore provinciale di Coldiretti; Matteo Merlin, segretario provinciale di Fai-Cisl, e Daniele Mirandola, segretario provinciale di Uila-Uil; e Mariapia Mazzasette, segretario provinciale di Flai-Cgil.

«Il contagio da Covid e i giorni in quarantena hanno portato all’aumento del 46% delle giornate di malattia – ha spiegato Bassani – con un esborso di Agribi passato da 487.901 euro del 2019-2020 a 702.476 euro dell’ultimo anno. La spesa per infortuni è calata da 90.803 euro a 73.876 euro anche in correlazione alla pandemia, date le numerose assenze per malattia degli operai agricoli. Per far fronte a quest’impegno, l’ente bilaterale ha dovuto rivedere obiettivi e budget. Finita questa lunga fase di emergenza, Agribi torna ora in rampa di lancio investendo ancora di più nelle prestazioni ai lavoratori agricoli della provincia di Verona, in particolare nel servizio di incontro tra domanda e offerta di lavoro, in collaborazione con Veneto Lavoro, che sta dando ottimi risultati».

I numeri nell’anno di emergenza Covid dicono che dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021 le richieste di integrazione malattia presentate all’ente dagli operai agricoli sono state 1.216, per un totale di 18.276 giorni di malattia, mentre l’anno prima (luglio 2019-giugno 2020) le richieste erano state 962 e i giorni 12.513. Andamento inverso per gli infortuni, che vedono il calo delle giornate da 3.765 dell’annata 2019-2020 a 2.829 del 2020-2021.

«In una situazione drammatica abbiamo garantito l’integrazione malattia e servizi come le mascherine, i tamponi e la collaborazione con lo Spisal per la campagna di vaccinazioni. Sul fronte prevenzione abbiamo continuato a fare formazione e le visite specialistiche agli operai agricoli, che consentono di aggredire la piaga delle morti sul lavoro, inaccettabili anche in agricoltura», ha ricordato Bozzini.

Positivo, invece, il bilancio del servizio di incontro tra domanda e offerta che dal 1° gennaio al 13 settembre 2021 ha visto le aziende agricole veronesi, in maggioranza frutticole e vitivinicole, presentare 264 richieste di manodopera, di cui 217 addetti alla raccolta, 10 per l’allevamento, 11 trattoristi abilitati e 26 operai generici. All’ente sono arrivate 622 autocandidature, di cui 368 dal portale e 254 dai centri per l’impiego. I lavoratori risultati idonei alla mansione sono risultati 216.

«Investiremo ulteriormente nel percorso avviato sul fronte del mercato del lavoro – ha sottolineato Bassani – per togliere spazio alle sacche di illegalità. A questo proposito siamo alla vigilia di un accordo con l’Università di Verona per il progetto “Farm”, un modello di collaborazione a rete pubblico-privato finalizzato alla prevenzione dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, che ci vedrà parte attiva nel cercare una ricollocazione sul mercato del lavoro in condizioni di legalità per gli operai agricoli vittime dello sfruttamento e del caporalato».

Sul tema è intervenuta Turolla per la quale bisogna continuare a battere però sulla formazione, «perché le aziende cercano personale capace, che sappia già fare il lavoro di raccolta o le potature».

Matteo Merlin, segretario provinciale di Fai-Cisl, e Daniele Mirandola, segretario provinciale di Uila-Uil, hanno rimarcato come sia importante la bilateralità dell’ente tra sindacati e parti datoriali, che ha portato al servizio di incontro tra domanda e offerta: «Oltre 200 lavoratori ricollocati solo quest’anno, sia italiani che stranieri, sono un grande risultato. E molti tra coloro che avevano trovato lavoro lo scorso anno sono stati assunti in pianta stabile. Ricordiamo che il servizio è partito da poco. Più sarà conosciuto da aziende e lavoratori, più sarà utilizzato».

Mazzasette ha dichiarato che «il prossimo passo importante sarà l’attivazione di una cabina di regia, da parte dell’Inps, per il contrasto al caporalato, Proprio ieri c’è stato un incontro all’Istituto delle Pensioni su questoargomento. Vogliamo farne parte anche noi, oltre ad altri enti e soggetti pubblici, per spingere sui controlli, che sono fondamentali».

Nella foto, da sinistra Luigi Bassani e Giuseppe Bozzini

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