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3 Dicembre 2022
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Covid, i medici ospedalieri: «Aumentano pazienti e macchine ma non chi li cura»

«Aumentano pazienti e macchine ma chi li cura sono sempre gli stessi». Lo denuncia oggi la Cimo, sindacato dei Medici Ospedalieri, che esprime «profonda preoccupazione non solo per l’evoluzione della infezione Covid, ma anche per le misure poste in essere da Governo e Regioni. Il Presidente Conte ha riferito oggi in Parlamento del passaggio da 5.179 posti letto 9.052 per quanto riguarda le Terapie Intensive, ed il prossimo arrivo di altri 1.729 ventilatori, situazione che porterà a 10.191 i posti in Terapia Intensiva a livello nazionale. Non ha fatto alcun cenno però al personale che dovrà gestire questi nuovi letti, che necessitano di personale medico ed infermieristico di alta specializzazione, professionisti che non hanno neanche potuto recuperare adeguatamente lo sforzo estremo di marzo e aprile».

Prima dell’emergenza sanitaria il rapporto in Italia tra anestesisti e rianimatori e posti letto di Terapia Intensiva era di 2,5. In altre parole ogni posto letto c’erano 2,5 unità di personale. «Se consideriamo la risposta strutturale delle Regioni, ovvero l’acquisizione di personale tramite bandi per posizioni a tempo indeterminato e determinato, e l’incremento di posti letto previsto dal DL 34, il rapporto scende a 1.6 (-0.9), con rimarcate differenze regionali (https://www.cattolicanews.it/le-terapie-intensive-al-momentotengono) – afferma la Cimo -. Secondo l’Istat la percentuale di personale in Anestesia e Rianimazione è stato del 5% con 625 unità totali dalla situazione pre Covid con ampie differenze regionali a fronte dell’annunciato raddoppio dei posti letto in questo ultimo periodo. Dopo anni di oblio, sono diventati reparti strategici anche i reparti di Malattie Infettive e Pneumologia che però possono contare solo sul personale originario al netto di chi è andato in pensione in questo periodo».

«Pronto Soccorso e reparti di Medicina sono già impegnati con le patologie abituali ed in perenne sott’organico. Premesso che la battaglia sul Covid va vinta sul territorio e che l’ospedale è l’ultima spiaggia, come Cimo segnaliamo che i kit per dei tamponi rapidi per i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta verranno distribuiti per una somministrazione capillare ma secondo alcuni Rappresentanti Sindacali solo il 20% dei colleghi ha strutture adeguate per l’esecuzione in sicurezza con necessità di dotazioni analoghe alle strutture ospedaliere per la protezione dei colleghi e la tutela dei pazienti; le recenti dichiarazioni pubbliche del professor Andrea Crisanti sulla affidabilità di questi nuovi test rapidi con margine di errore fini al 30%, rendono necessaria che sia fatta chiarezza scientifica sulla affidabilità di tale procedura e la Federazione CIMO-FESMED del Veneto richiede che per il Personale Medico ed Infermieristico a tutti i livelli siano impiegati solo i test molecolari di consolidata affidabilità anche a tutela dei pazienti; deve essere adeguatamente riconosciuto il rischio biologico di tutti gli Operatori e per i Medici per il manifesto incremento di rischio professionale di questi ultimi mesi situazione destinata purtroppo a perdurare per molto tempo – concludono i medici ospedalieri -. È altresì necessaria un’adeguata comunicazione scientifica senza contraddizioni sui media e la pubblicazione urgente di indirizzi terapeutici condivisi a livello nazionale per la terapia dei pazienti al proprio domicilio che appare strategica per il mantenimento di un adeguato livello di assistenza ospedaliera per tutte le altre patologie».

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