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11 Agosto 2022
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Covid, lettera dei Comitati per la salute pubblica a Mattarella: «In Veneto serve il lockdown»

Una lettera al Presidente Mattarella per chiedere l’applicazione del lockdown in Veneto davanti ai dati allarmanti dei contagi da Covid in Regione. L’ha inviata mercoledì 6 gennaio al Presidente della Repubblica il “CoVeSaP”, il Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica che rappresenta 14 Comitati sorti spontaneamente nelle sette province venete a difesa della Sanità Pubblica, e che da settimane chiede alla Regione e al Governo il lockdown totale fino a dati certi, che mostrino evidenza di un calo della pandemia in Veneto.

«La situazione della pandemia in Veneto è ormai fuori controllo – scrivono nella lettera a Sergio Mattarella i portavoce dei Comitati dei vari territorio -. Lo dimostrano i dati del contagio, i più alti nel Paese, in costante aumento da settimane e con l’indice di contagiosità Rt costantemente superiore a 1. Anche oggi, 6 gennaio, il Veneto si conferma la regione coi valori nettamente più elevati, non solo per il numero di nuovi positivi, sia in assoluto, 3638 nelle ultime 24 ore, che come percentuale sul totale di tamponi molecolari eseguiti, ieri pari al 17,7%; ma anche per il numero di morti, 126 nelle ultime 24 ore, e per tutti gli altri principali parametri».

«Come mostrano i grafici di Gimbe (coronavirus.gimbe.org), il Veneto è in testa sia per numero di attuali positivi (94.228), sia per incidenza dei nuovi casi per 100.000 abitanti (quasi mille nuovi casi in due settimane su 100.000 abitanti, il doppio o il triplo delle altre regioni), sia per velocità d’incremento del contagio (incremento del 10 % rispetto alla settimana precedente). A ciò si aggiunge una progressiva diminuzione di posti letto di terapia intensiva disponibili – continua la missiva al Presidente -. Le lettere, gli esposti, gli appelli, le manifestazioni e i video di CoVeSaP documentano una situazione reale ben diversa da quella generalmente dipinta dai media. Gli operatori sanitari sono allo stremo, le terapie intensive si stanno saturando e molte sono già sature e con tassi di mortalità del 50% e oltre. Molti reparti e ospedali sono stati convertiti in reparti o ospedali Covid con la conseguenza che la mancanza di assistenza per le malattie non-Covid, anche acute, sta diventando insostenibile». «Le strutture sanitarie e socio-sanitarie operanti nel territorio, fondamentali per ridurre i ricoveri dei pazienti Covid, sono state ridotte negli anni ed ora, anche se rinforzate, sono del tutto insufficienti e inadeguate. Le Rsa sono affollate di positivi, sia ospiti che operatori. Le vaccinazioni sono finalmente iniziate, ma procedono troppo lentamente. Che cosa deve ancora succedere perché la Regione rinunci all’ossessione della zona gialla, che oltretutto molti esperti, oltre a CoVeSaP, indicano come la principale causa dell’attuale disastro? – si chiedono i portavoce del Comitato -. Un ulteriore motivo di preoccupazione, non ancora evidenziato dagli scienziati, è l’andamento della curva dei contagi, che in Veneto è bimodale, ovvero mostra due curve sovrapposte, e non una come le altre regioni. Tale andamento, qualora si consolidasse, indicherebbe l’inizio di una terza ondata che, in assenza di immediati provvedimenti, potrebbe avere il suo picco verso metà/fine gennaio o a febbraio».

«Il CoVeSaP chiede dunque a Lei Presidente, come massima carica dello Stato, di farsi portavoce dei cittadini veneti affinchè le istituzioni nazionali, regionali e locali prendano provvedimenti immediati, coraggiosi ed efficaci per contenere la diffusione del contagio e fermare la strage in atto – conclude la lettera -. CoVeSaP ritiene non più rinviabili misure restrittive più forti e rigorose ed un piano organico di reclutamento di personale sanitario specializzato, sia per gli ospedali che per il territorio, non solo per far fronte all’emergenza in corso ma anche per riportare la sanità pubblica veneta ai livelli di qualità che in passato l’hanno contraddistinta».

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