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20 Giugno 2024
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D’Arienzo (Pd): «Il progetto di rifacimento del casello di Verona Nord è un intervento parziale»

«Il progetto di rifacimento del casello di Verona Nord è un intervento parziale. Non si fa che spostare l’attuale strozzatura nel tratto di collegamento alla tangenziale sud che porta verso l’aeroporto e Verona». A sostenrlo è Vincenzo D’Arienzo, senatore del Pd, veronese, dopo che ieri il progetto è stato illustrato dai vertici della società autostradale del Brennero al sindaco Federico Sboarina.

«A breve inizieranno i lavori per sistemare l’imbuto del casello di Verona Nord, una stazione autostradale che è stata attraversata nel 2019 da oltre 10 milioni di veicoli. Una strozzatura conosciuta da tutti e che provoca ogni giorno code interminabili. Sulla carta appare un buon progetto, soprattutto perché risolve la strozzatura dalla Valpolicella. Ma l’analisi attenta delle movimentazioni automobilistiche ci dice che è un intervento parziale e che si poteva osare di più per favorire altre soluzioni – afferma D’Arienzo -.

Quel casello è interessato da un’elevata promiscuità: traffico commerciale e privato, traffico di natura locale, da/verso l’aeroporto ed il villafranchese, l’area doganale nonché snodo da/verso l’area dei centri commerciali lungo la strada bresciana. Un miscuglio che poteva essere separato a seconda delle destinazioni attraverso una sapiente divisione dei rami stradali».

«L’intervento rischia di essere parziale perché è vero che si prevede di allargare la strada proveniente dalla Valpolicella da una corsia attuale a due fino al bivio per entrare o meno in autostrada, ma resta una sola corsia pochi metri più avanti, ovvero nel tratto di collegamento tra questa ed il bivio verso l’aeroporto e la gronda nord verso Verona, nonché l’ingresso nella rotonda – avverte il senatore -. L’imbuto, pertanto, potrebbe crearsi proprio lì, quando la strada per recarsi verso Verona o sulla tangenziale sud ripassa da due a una corsia. Il progetto, poi, non prevede nulla sulla strozzatura esistente sulla strada che proviene da Verona o da Villafranca, verso la Valpolicella. L’immissione in quel tratto stradale ad una sola corsia per coloro che provengono dalla gronda nord e dalla tangenziale sud per andare verso la Valpolicella e il Lago resterà intatta, come adesso».

«Inoltre, poiché c’è lo spazio, era possibile progettare corsie uscite/entrate specifiche per i vari collegamenti verso le diverse destinazioni oggi servite, in modo da rendere semplice per tutti gli automobilisti accedervi e indirizzarsi verso la meta preferita – conclude D’Arienzo -. Il Comune di Verona si è accontentato del classico piatto di lenticchie senza programmare un intervento strategico che avrebbe risolto molte più esigenze di quelle che questo progetto risolverà».

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