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10 Agosto 2022
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Discarica di Pescantina, i Cinque Stelle: «Si annullino accordi con Daneco»

discarica

«Una persona coinvolta in Mani Pulite, una dirigente che aveva massima responsabilità al momento del primo sequestro e altri funzionari già indagati per reati ambientali. Ecco con chi sta dialogando il Comune di Pescantina per la bonifica e la messa in sicurezza della discarica di Ca’ Filissine».

A sottolinearlo è l’onorevole Cinque Stelle, Francesco Businarolo, residente a Pescantina, che oggi ha lanciano un vero appello al Comune: «L’amministrazione comunale l’ha fatto sapere rispondendo nel corso dell’ultimo consiglio comunale ad un’interrogazione posta da Diego Verona, consigliere del Movimento 5 Stelle, che i suoi interlocutori sulle vicende della discarica di Ca’ Filissine, sono Massimo Ferlini, noto alla giustizia fin dal 1992, quando fu arrestato dal pool Mani pulite e uomo di fiducia di Francesco Colucci, che l’ha voluto alla presidenza della Daneco Impianti. Accanto a lui c’è Laura Roldi, già dirigente responsabile per l’area Veneto di Daneco all’epoca del sequestro della discarica di Balconi. Infine Marco Leone e Bernardino Filipponi, raggiunti in passato da un avviso di garanzia per inquinamento ambientale nella vicenda della discarica di Contrada Nocecchie, nel territorio di Sant’Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento».

«Ricordo inoltre che la società Daneco, secondo le accuse dei magistrati milanesi – afferma la parlamentare di Pescantina del Movimento 5 Stelle – ha pagato 700 mila euro per corrompere il capo della segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente, Luigi Pelaggi, e ottenere l’appalto da 36 milioni di euro per la bonifica della ex Sisas di Pioltello. Se sono queste le persone con cui il Comune si confronta siamo seriamente preoccupati sia da un punto di vista etico che per la salute della cittadinanza. Daneco, inoltre, non è nemmeno in possesso ad oggi del certificato antimafia necessario. Chiediamo quindi al comune di stralciare immediatamente il contratto in essere con Daneco e sostituirla con un’altra società che abbia i requisiti morali ma soprattutto legali che possano dare sicurezze agli abitanti di Pescantina».

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