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Effetto Covid su VeronaFiere, slitta a data da destinarsi l’aumento di capitale da 30 milioni

agosto 1, 2020 2:18 pm Category: Economia, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

VeronaFiere costretta a posticipare a data da destinarsi l’aumento di capitale da 30 milioni di euro che era stato approvato da tutti i soci a metà febbraio. La situazione di emergenza dettata dalla pandemia di Covid 19 ha infatti visto, nei giorni scorsi, il socio di maggioranza, il Comune di Verona (39,483% del capitale sociale), annunciare per bocca dell’assessore alle partecipare, Daniele Polato, che avrebbe limitato la sua adesione solo a 2 milioni di euro e non ai 12 circa a cui corrisponderebbe la sua presenza in VeronaFiere. È così che, mancando l’apporto del socio di riferimento, anche Fondazione Cariverona (24,078%), Camera di Commercio di Verona (12,985%), Cattolica Assicurazioni (7,075%), Banco BPM Spa (7,009%), Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario (5,379%), Provincia di Verona (1,401%), Immobiliare Magazzini Srl (0,188%) e Regione Veneto (0,161%) hanno deciso di stoppare l’operazione.

A farlo sapere, oggi, gli stessi vertici di Veronafiere Spa con una nota che informa come «alla scadenza dei termini per l’aumento di capitale di 30 milioni di euro e per l’eventuale manifestazione di interesse per l’inoptato, fissata per la giornata di ieri, venerdì 31 luglio, soltanto la Banca Veronese Cooperativo di Concamarise (0,883%), e Intesa Sanpaolo (1,354%) hanno aderito alla sottoscrizione pro quota e al contempo hanno comunicato di non esercitare alcuna prelazione sul restante».

«Una situazione attesa, dovuta alle numerose criticità che l’emergenza Covid 19 ha causato a più livelli e che ha determinato una differente valutazione dei parametri della società per azioni di Viale del Lavoro da parte degli altri soci di Veronafiere – sottolinea la presidenza di VeronaFiere -. La volontà espressa dai soci, con voto unanime nell’assemblea dell’11 febbraio scorso, di deliberare l’aumento di capitale, finalizzato alla completa realizzazione del piano industriale 2019-2022, non viene meno per effetto dell’emergenza Covid 19. Il consiglio di amministrazione si riunirà la prossima settimana per registrare formalmente l’esito di questa prima scadenza e per individuare le modalità tecniche migliori al fine di favorire la piena adesione alla capitalizzazione della Società entro il 2020».

«Al contempo – conclude Danese –, la governance ha garantito la stabilità finanziaria dell’azienda, tramite il ricorso a finanziamenti con primari istituti di credito e, ultimo in ordine di tempo, con la Cassa depositi e prestiti per ulteriori dieci milioni di euro».

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