9.1 C
Verona
3 Dicembre 2022
Economia In evidenza ultimaora

Emergenza Coronavirus. la Fiom Cgil: «Ora basta, chiudere le fabbriche non necessarie»

«Adesso basta, chiudete le fabbriche». A chiederlo, anche a Verona come a livello nazionale, è la segretaria della Fiom Cgil scaligera, Emanuela Mascalzoni. «Siamo in emergenza, in una vera emergenza in cui è a rischio la vita di un gran numero di persone, buona parte di tutte le attività possono e devono essere fermate fino a quando necessario – attacca Mascalzoni -. Dal 18 marzo il Governo ha introdotto dei particolari ammortizzatori sociali, studiati appositamente per le imprese e i lavoratori, con minori costi e stanziamenti significativi di risorse per tanti, quindi ora è arrivato il momento di provare a chiudere ciò che non è produzione indispensabile per il Paese. Scelta difficile ma necessaria».

«Non continuiamo a sfidare i lavoratori e la lavoratrici, quelli e quelle che al mattino indossano tute blu e camici da lavoro e vanno in fabbrica o in ufficio, mentre poi, quando a fine turno timbrano il cartellino per tornare a casa, non possono più uscire, devono stare a distanza di un metro, non devono andare a passeggio, eccetera – dice Mascalzoni -. E così come tanti passano il tempo a guardare il bollettino di guerra trasmesso da tutti i media e si chiedono perché loro devono rischiare, quale prodotto indispensabile stanno producendo? Certo lavorano con le regole del protocollo, esce anche lo Spisal a controllare e trova i tanti accordi fatti nelle prime settimane dell’emergenza dai nostri delegati, accordi fatti anche prima del protocollo, frutto di proteste e lotte. Il problema però è che qualcuno dovrebbe dire che le persone dentro le aziende sono tante. Troppi lavoratori che inevitabilmente si concentrano ai tornelli, vanno e vengono anche con mezzi pubblici, girano dentro i luoghi di lavoro. Tutto questo va fermato».

«Stanno venendo meno e sono sempre più contraddittorie rispetto all’emergenza sanitaria le motivazioni legate ai portafogli ordini, agli impegni di consegna, alle eventuali penali, quando chi produce i beni e i prodotti da vendere rischia la vita per entrare in una fabbrica, in una officina, in uno stabilimento di produzione», conclude Mascalzoni.

Condividi con:

Articoli Correlati

Verona, lutto nel mondo agricolo e sindacale per la scomparsa di Laura Ferrin

massimo

Rinnovabili, Borchia (Lega): «Pericolo dipendenza tecnologica da Cina, ora creare filiera fotovoltaico in Europa»

massimo

Verona, camionista muore in un incidente tra Tir sulla strada dell’Alpo

massimo

Primo Giornale in distribuzione nel Basso Veronese, sempre scaricabile e sfogliabile

mirco

Morte di Rebellin, il ricordo di Zaia: «Il ciclismo veneto perde una figura storica, esempio di atleta e di uomo»

massimo

Tragedia nel ciclismo: Davide Rebellin travolto e ucciso da un Tir mentre si allena in bicicletta

massimo