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6 Ottobre 2026
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Emergenza siccità, la Regione dispone la riduzione dei prelievi d’acqua dall’Adige. Lettera di protesta degli agricoltori al Consorzio di bonifica

È emergenza siccità. La Regione Veneto ha disposto nelle scorse ore una drastica riduzione delle derivazioni dal fiume Adige per fronteggiare una crisi idrica che viene definita di “estrema criticità”. Con il provvedimento emanato dalla Direzione Difesa del Suolo e della Costa, il Consorzio di Bonifica Veronese dovrà ridurre la portata derivata dall’Adige del 55%.

La decisione arriva dopo settimane di precipitazioni largamente inferiori alla media, l’esaurimento anticipato della risorsa nivale e temperature eccezionalmente elevate che hanno portato il livello dell’Adige ai minimi degli ultimi anni. La priorità assoluta è garantire l’approvvigionamento idropotabile, in particolare nella provincia di Rovigo, dove si sono già manifestate situazioni di grave carenza.

Il Consorzio di Bonifica Veronese, già nei giorni scorsi, aveva anticipato le misure richieste dalla Regione riducendo progressivamente le derivazioni e predisponendo un piano straordinario di gestione della rete irrigua. L’obiettivo è evitare il rischio più grave: la sospensione completa delle derivazioni dall’Adige, ipotesi che comprometterebbe l’intero sistema irriguo e richiederebbe diversi giorni, anche in caso di miglioramento delle condizioni, per riportare l’acqua nei canali. La riduzione delle portate comporterà inevitabilmente pesanti conseguenze sul territorio veronese.

Nei canali principali l’acqua scorre già con maggiore difficoltà e i tempi di percorrenza aumenteranno sensibilmente. Molti utenti potrebbero ricevere quantitativi insufficienti o subire ritardi nell’irrigazione. Nelle aree più a valle, in particolare nella pianura meridionale, numerosi canali rischiano di andare completamente in asciutta, mentre le risorgive e gli scarichi naturali stanno progressivamente esaurendosi.

«Il Consorzio sta predisponendo un piano emergenziale per provare ad affrontare la grave situazione con criteri di massima equità e buon senso. La situazione rimane tuttavia estremamente complessa: con una disponibilità così ridotta non sarà possibile evitare disagi agli agricoltori. Mentre i territori serviti dall’irrigazione a pressione non subiranno ripercussioni, confermando la lungimiranza del Consorzio nel puntare su questi sistemi altamente efficienti e a basso consumo della risorsa acqua, la rete a scorrimento inevitabilmente subirà una modulazione degli orari e dei turni – dichiara il presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, Alex Vantini -. Siamo di fronte a una delle situazioni più difficili che il nostro territorio abbia affrontato negli ultimi decenni e comprendiamo perfettamente le preoccupazioni del mondo agricolo, ma oggi la priorità è evitare il collasso del sistema e garantire innanzitutto l’acqua destinata al consumo umano. Stiamo chiedendo ai nostri tecnici, ai guardiani e agli utenti uno sforzo straordinario di collaborazione e responsabilità. Ogni litro d’acqua disponibile dovrà essere gestito con il massimo equilibrio per salvaguardare il maggior numero possibile di colture. È necessario anche fare un richiamo al senso di responsabilità da parte degli agricoltori nel rispettare turni e prelievi in questi giorni difficili. Questa emergenza dimostra ancora una volta quanto sia ormai indispensabile investire in nuove infrastrutture idrauliche e sistemi di accumulo della risorsa idrica per affrontare un cambiamento climatico che non rappresenta più un’eccezione, bensì una nuova realtà».

Una situazione che ha già visto prese di posizione dal mondo agricolo. Con una lettera pubblica al Consorzio di bonifica una decina di aziende agricole hanno sollevato tutta una serie di questioni, a partire dalle conseguenze della decisione, secondo i firmatari, «senza nessun preavviso di chiudere l’acqua per una settimana in un’ampia zona a sud di Verona durante la settimana che molto probabilmente sarà la più calda dell’estate con conseguenze imprevedibili sulle colture. Per ridurre il danno sarebbe bastato un preavviso di una settimana visto che la turnazione dell’irrigazione è basata su questo periodo e visto che la carenza idrica era nota e non è stato un evento improvviso».

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