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9 Ottobre 2026
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Europei di calcio, mozione di Pressi in Regione per sostenere la candidatura di Verona con lo stadio Bentegodi

Entra nel vivo la partita, è proprio il caso di dirlo, per l’individuazione delle località italiane che ospiteranno i Campionati europei di calcio del 2032, congiuntamente assegnati dalla UEFA all’Italia e alla Turchia. Sono cinque, infatti, gli stadi, e quindi le località della penisola, nelle quali si svolgeranno i match della competizione continentale.

Nelle scorse settimane è trapelato un elenco dei dieci stadi potenzialmente idonei, per caratteristiche tecniche e capienza, ad ospitare le partite. Oltre alle grandi città come Milano, Torino, Roma, Firenze, Napoli e Bari, secondo la FIGC potrebbero divenire sedi dell’evento anche Genova, Cagliari, Bologna e, un po’ a sorpresa, Verona, unica città non capoluogo di regione ed unica città dell’intero nord-est che potrebbe fregiarsi del titolo di sede ospitante.

Un’opportunità importante per regalare a Verona un’altra vetrina legata al grande sport, dopo l’esperienza recente dei giochi olimpici e paralimpici invernali. Un’opportunità che interessa anche alla Regione del Veneto, poiché lo stadio “Bentegodi” di Verona sarebbe l’unico potenzialmente idoneo, in tutta la regione e in tutto il nord-est, ad essere coinvolto nella grande kermesse europea.

Interesse che, come annuncia il consigliere regionale Matteo Pressi, capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini, sta assumendo concretezza: «Ho presentato una mozione in Consiglio regionale che ha un duplice obbiettivo: assicurare il sostegno della Regione alla candidatura di Verona e soprattutto inserire nella programmazione 2028-2034 dei fondi dell’Unione Europea assegnati al Veneto la possibilità di elargire un contributo al Comune di Verona per sostenere i costi di adeguamento del “Bentegodi”, impianto di proprietà comunale e quindi pubblico».

Dalla manifestazione Verona avrebbe benefici su due fronti. «Come evidenziato dallo studio realizzato da Banca IFIS, gli Europei di calcio generano un impatto economico positivo sul territorio per 4.6 miliardi di euro, soprattutto per i settori dei servizi e del commercio. Basti pensare all’aumento del turismo legato alla presenza dei tifosi e al ritorno d’immagine – spiega Pressi -. Inoltre, sarebbe l’occasione di ristrutturare lo stadio “Bentegodi” utilizzando anche risorse europee, statali e regionali, evitando di far gravare tutti i costi sul Comune di Verona. Una volta rimesso in sesto, per decenni lo stadio continuerà ad essere un patrimonio della città».

Pressi, poi, risponde al dibattito politico aperto da questa eventualità, con l’amministrazione comunale e regionale governate da compagini opposte. «I colori sono diversi, ma le istituzioni sono sempre alleate quando si tratta di fare il bene del territorio. Se non cogliamo noi questa opportunità, la coglierà qualche altro territorio e quindi è bene tenere da parte le beghe che finirebbero per avvantaggiare gli altri – conclude il consigliere regionale, già sindaco di Soave -. Presentarsi uniti agli occhi del Governo e della FIGC è invece un punto di forza. Come sottolinea sempre il presidente Stefani, il nostro focus è solo sui cittadini e sul territorio».

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