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1 Marzo 2024
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Fieragricola, Onofrio Rota (Fai-Cisl): «Avviare gli Stati Generali nazionali della Bilateralità in agricoltura»

«Avviare gli Stati Generali nazionali della Bilateralità in agricoltura per combattere il caporalato, divulgare la cultura della sicurezza, rafforzare il potere di acquisto dei lavoratori e delle famiglie. L’esempio per tutti è l’ente bilaterale Agribi di Verona ».

Lo ha chiesto il segretario generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota, partecipando oggi al “Focus sull’Agricoltura – ruolo degli enti bilaterali” organizzato ieri da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil nell’ambito di Fieragricola, rassegna internazionale dell’agricoltura in corso a VeronaFiere.

In apertura dell’incontro, gli interventi di Matteo Merlin, segretario generale Fai Cisl Verona, e di Luigi Bassani, presidente di Agribi, l’ente bilaterale dell’agricoltura veronese, che hanno sottolineato il lavoro sinergico realizzato nel territorio, in particolare sui temi della formazione, della sicurezza e dell’integrazione di lavoratori immigrati. Significativo, in questo senso, il contributo dato dal progetto “Impara la lingua con la sicurezza in agricoltura” lanciato dall’ente bilaterale veronese Agribi e finanziato da Inail e Spisal, con una App pensata specificatamente per l’agricoltura e mirata a insegnare non solo una base di lingua italiana, ma anche la terminologia relativa al contratto di lavoro, ai diritti e doveri, alle regole sul lavoro e alla sicurezza.

Nell’intervento di tre rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Sabrina Baietta, Francesco Marchiori e Filippo Grandi, sono emersi i risultati della bilateralità nel territorio veronese, che conta 3.500 aziende agricole, sulle 61mila regionali e rappresenta oltre 28mila dei 78mila lavoratori nell’agricoltura veneta. Nel 2023 Agribi ha effettuato oltre 600 controlli e monitoraggi sui sistemi e protocolli di sicurezza nelle aziende del veronese.

Alla tavola rotonda sul ruolo degli enti bilaterali, moderata da Ada Sinigalia, è quindi intervenuto il segretario generale della federazione cislina, Onofrio Rota, in dialogo con i colleghi Davide Fiatti, segretario nazionale Flai Cgils e Enrica Mammuccari, segretaria nazionale Uila Uil, con Romano Magrini, responsabile nazionale delle relazioni sindacali per Coldiretti, Roberto Caponi, direttore nazionale delle politiche del lavoro di Confagricoltura, e Gianmichele Passarini, vicepresidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani.

«La bilateralità in agricoltura è stata pioniera per il settore anche nell’ambito della contrattazione collettiva e decentrata – ha sottolineato Rota – rimane, ad oggi, fondamentale, per garantire la regolarità contrattuale, per il contrasto al caporalato, fenomeno che non risparmia neanche il Veneto, per estendere i servizi al lavoro, regolare l’incrocio domanda offerta, dare stabilizzazione e continuità lavorativa nel comparto, elemento questo che rafforza il potere di acquisto dei lavoratori e delle famiglie. L’agricoltura – ha aggiunto Rota – è un asset strategico per il nostro Paese, ma spesso non viene riconosciuta come tale: ciò si ripercuote sui lavoratori in termini di stipendi, garanzie e pensioni. Il lavoro agricolo appare come non appetibile, perché si presta a forme di illegalità, per la fragilità del sistema previdenziale, perché è un lavoro usurante. Ecco che la bilateralità deve contribuire a dare nuova credibilità al comparto rendendolo maggiormente attrattivo, favorendo un ricambio generazionale. È per questo – ha concluso – che propongo ai colleghi e alle controparti presenti, l’avvio degli Stati Generali nazionali della bilateralità in agricoltura, per fare sistema e dare la giusta centralità al lavoro agroalimentare italiano, mettendo a confronto le buone pratiche e gli esempi virtuosi esistenti come quello di Agribi».

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