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21 Maggio 2024
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Fine vita, il Pd Veronese toglie la delega di vicesegretaria ad Anna Maria Bigon: «Poteva uscire dall’aula»

Partirà oggi o al massimo domani la convocazione della Direzione Provinciale del Partito Democratico Veronese che lunedì 5 febbraio, dalle 18,30 alle 23, esaminerà come primo punto all’ordine del giorno la vicenda della proposta di legge regionale sul fine vita. Al secondo punto una mozione riguardante il collettore del Lago di Garda.  La relazione introduttiva sarà svolta dalla responsabile provinciale “Diritti Civili” Vera Scola che illustrerà la sentenza della Corte Costituzionale del 2019, da cui è nata l’esigenza di approvare una legge.

Il segretario provinciale, Franco Bonfante, presenterà poi il documento da proporre al voto della Direzione e a seguire vi sarà il dibattito, al quale sono stati invitati a partecipare anche il segretario regionale Andrea Martella e la capogruppo del Partito Democratico in Regione, Vanessa Camani, che – se presenti – potranno intervenire dopo la consigliera regionale Anna Maria Bigon (nella foto). Il segretario fisserà anche i tempi per le relazioni, le repliche e gli interventi degli aventi diritto. Il dibattito ed il conseguente voto dovrà comunque concludersi entro le ore 23.

Bonfante premette di condividere totalmente gli interventi al riguardo della Segretaria nazionale Elly Schlein, la quale aveva sottolineato: «Che la destra abbia sconfessato Zaia non stupisce ma è una ferita che ci sia stato un voto del PD; se il gruppo del PD vota a favore e ti chiede di uscire dall’aula, è giusto uscire dall’aula, perché l’esito di quella scelta cade su tutti».

Condivide anche quanto detto dal segretario regionale Martella: «Il PD chiede a Zaia di approvare immediatamente, non una circolare ma una delibera di giunta per ovviare ad incertezze e possibili disomogeneità all’interno della Regione, che recepisca la sentenza della Corte Costituzionale».

Il segretario provinciale, inoltre, che ha proceduto alla revoca della delega di vicesegretaria provinciale di Annamaria Bigon, per il venir meno del rapporto di fiducia politica, tenuto conto del generale sentimento di iscritti ed elettori del PD veronese, in grandissima maggioranza sconcertati e delusi dalla scelta di Bigon e favorevoli a regolamentare il fine vita a seguito della sentenza della  Consulta.

«Non credo nelle sanzioni disciplinari su temi etici ed è corretto che sia lasciata libertà di voto per motivi di coscienza, ma chi la pratica deve essere consapevole delle conseguenze politiche – conclude Bonfante – a maggior ragione se vi erano alternative, come l’uscita dall’aula con una contemporanea dichiarazione esplicativa. Del resto, Consiglieri e Consigliere di centrosinistra, componenti di importanti comunità religiose cattoliche, hanno votato a favore della proposta di legge, spiegandone le ragioni con interventi di grande spessore e profondità in riviste cattoliche».

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