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24 Maggio 2024
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Fondazione Cariverona, 120 milioni per il territorio

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«I nostri investimenti finanziari, in qualsiasi forma, dalla partecipazione in Unicredit a quella nel Banco Popolare, agli investimenti immobiliari, sono legati ai possibili ritorni da investire poi nella nostra attività per i territori. E no, non parteciperemo neanche alla seconda capitalizzazione del Fondo Atlante».

Ha liquidato così, in pochi minuti, ieri a Verona durante l’annuale presentazione del Piano triennale di erogazioni al territorio (che vale 120 milioni) le domande sulle possibili scelte che la Fondazione farà sul fronte del risiko bancario, il presidente di Cariverona, Alessandro Mazzucco, da un anno succeduto allo storico presidente Paolo Biasi (al timone per 25 anni) alla guida di quella che resta una delle maggiori fondazioni bancarie italiane. Ma a leggere con attenzione le sue frasi qualcosa si può capire: «Su Unicredit sappiamo bene che la nostra partecipazione non ci darà dividendi nei prossimi anni e questo chiaramente ci crea dei problemi. Ma siamo però pronti ad affrontare anche questo», ha detto Mazzucco. E poi: «Il patrimonio immobiliari della Fondazione è legato alla sua capacità di creare, anch’esso, nuove risorse da investire nel sociale». Come dire: se qualche immobile, o qualche fondo immobiliare, non rende, nulla vieta che si possa vendere. Magari per finanziare quegli aumenti di capitale di cui si parla su Unicredit, ma anche sul quello che sarà dopo la fusione con Milano, il nuovo Banco Popolare.

Ieri, però, l’attenzione era tutta sul Documento di programmazione pluriennale che detta le linee, con i bandi che si apriranno dai primi mesi del 2017, dei finanziamenti e contributi che la Fondazione elargirà da qui al 2019. Un volano di finanziamenti pari a 120 milioni nei tre prossimi anni, dei quali 41 milioni (erano 30,35 nel 2016) già pronti per i bandi che andranno ad essere erogati nel 2017. È quanto investirà in sociale, cultura, scuola, sostegno alle famiglie, agli anziani, ai poveri ed ai disabili la Fondazione Cariverona nei territori storici di sua attività delle provincia di Verona, Vicenza, Belluno e Mantova. Ma anche l’impegno, forte, per la zona delle Marche colpita dal terremoto, come ha detto Alessandro Mazzucco: «Abbiamo a disposizione un fondo di 1 milione di euro. Erogabile subito, con un atto del presidente. Sono risorse immediatamente disponibili che siamo pronti ad impiegare per sostenere l’edilizia scolastica, le imprese, le attività commerciali delle zone terremotate delle Marche».

«Posso dire che anche a fronte di una restrizione del fondo disponibile, seppur non così grave come ci si poteva aspettare qualche mese fa, la Fondazione manterrà fede ai suoi impegni sul territorio senza attingere all’accantonamento, intervento che avrebbe avuto effetto negativo sul patrimonio – ha subito chiarito Mazzucco, affiancato dal nuovo direttore generale Giacomo Marino -. E questo riusciamo a farlo attraverso un cambio di filosofia nel modo stesso di fare Fondazione, puntando ad “ottimizzare” le erogazioni attraverso integrazioni di azioni, interventi strutturali, unendo erogazioni fino a ieri polverizzate in tanti rivoli, incentivando la trasversalità. Per esempio quando parliamo di giovani si va dal sociale, al lavoro, alla formazione. Sono i soldi della gente che eroghiamo quindi vogliano che siano interventi di grande valore».

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