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12 Aprile 2021
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Fugge all’alt dei carabinieri e semina il panico con un furgone tra Parona, Pescantina e Bussolengo

È stato arrestato il passeggero, un tunisino trentaseienne, ma non l’autista responsabile ieri sera, poco dopo le 21, di un folle inseguimento per le strade della Valpolicella, provocando anche un incidente. Quello è riuscito a scappare a piedi nei campi.

Tutto inizia intorno alle 21 in via Milani, quando una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Parona intima l’alt ad un furgone Iveco a bordo del quale si trovano due uomini. Quando il vice brigadiere si avvicina per procedere al controllo, l’uomo alla guida riparte improvvisamente. Subito inseguito dai Carabinieri, l’autista del mezzo in fuga ha percorso le vie del quartiere a folle velocità, guidando anche a 150 km e senza rispettare alcuna regola del codice della strada. E quando l’auto dei Carabinieri ha affiancato il furgone, ha tentato più volte di speronarla.

A caccia del fuggitivo si sono unite diverse pattuglie dei Carabinieri che, vista la sconsiderata condotta dell’inseguito, hanno deciso di limitarsi a seguirlo, soprattutto per evitare di coinvolgere altri utenti della strada. La folle corsa ha interessato anche i territori di Pescantina e Bussolengo e proprio lungo una rotabile al confine tra i due Comuni, nell’affrontare una curva, il furgone ha invaso il senso di marcia opposto, urtando una Honda Civic che sopraggiungeva. La vettura è uscita di strada, riportando molti danni. Per fortuna gli occupanti dell’automobile, prontamente soccorsi da uno degli equipaggi all’inseguimento, sono rimasti illesi.

Dopo circa un’ora, il fuggiasco ha commesso l’errore di lasciare via Rosa a Pescantina per imboccare una strada bianca rivelatasi impercorribile. I due uomini hanno deciso di continuare la fuga a piedi e mentre il conducente è riuscito a far perdere le proprie tracce, il passeggero è stato arrestato dai Carabinieri.

Si tratta di un tunisino di 36 anni, senza una fissa dimora e con vari precedenti alle spalle. Dovrà rispondere di resistenza a pubblico ufficiale in concorso. Il veicolo utilizzato per la fuga non era oggetto di furto; a bordo, come anche sulla persona fermata, non è stato trovato nulla di compromettente. Ora, le indagini sono volte a dare un nome al complice ed a comprendere il motivo della pericolosissima condotta da lui tenuta.

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