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20 Giugno 2024
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Furto a Castelvecchio, via al processo con il pm che chiede 33 anni di carcere

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Prime condanne per la rapina compiuta al museo di Castelvecchio di Verona dove il 19 novembre di un anno fa vennero rubati 17 capolavori, quadri del Tintoretto come del Rubens, Mantegna e Pisanello, ritrovati tra l’Ucraina e la Moldova dalla Polizia di frontiera ucraina il 6 maggio scorso e ancora oggi però nella mani della autorità dell’ex stato sovietico.

Nell’udienza preliminare tenuta ieri davanti al Gup Luciano Gorra due dei sei imputati comparsi alla sbarra con l’accusa di rapina a mano armata in concorso e sequestro di persona (gli altri della banda italo-moldava hanno chiesto di essere giudicati in Moldavia) hanno patteggiato la condanna: il bresciano Denis Damaschin a 3 anni e 4 mesi e il moldavo Anatolie Burlac a 1 anno e otto mesi. Hanno, invece, chiesto il rito abbreviato gli altri quattro imputati (33 anni e quattro mesi di carcere il totale delle condanne chieste nella sua requisitoria dal pubblico ministero Gennaro Ottaviano): la guardia giurata in servizio la sera dalla rapina, Francesco Ricciardi, il fratello gemello, Pasquale Silvestri Ricciardi, la compagna moldava Svitlana Tkachuk e un altro moldavo, Victor Potinga. Mel processo si sono costituite parti civili il Comune di Verona (proprietario del museo e dei 17 dipinti), l’addetta alla biglietteria che venne immobilizzata e derubata dai banditi, e Cattolica Assicurazioni, con la quale era stata stipulata una polizza. La prossima udienza è fissata il 17 novembre.

I quadri, valutati 16 milioni di euro ma in realtà inestimabile patrimonio della città di Verona, sono ancora trattenuti in Ucraina. «Ho avuto dal Governo ulteriori assicurazioni che entro novembre i quadri verranno riportati a Verona da Renzi, a seguito di un incontro bilaterale Italia-Ucraina che vedrà per la prima volta il presidente ucraino Petro Poroshenko entrare ufficialmente in un Paese dell’Unione Europea.

Una situazione che ha dell’assurdo, e che è stata denunciata duramente il mese scorso con un vero e proprio “manifesto” cittadino e una raccolta di firme (inviata al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e all’ambasciatore italiano in Ucraina) lanciati dal giornalista Alfredo Meocci e da Gianni Lollis, presidente della Società Belle Arti di Verona. Un “Manifesto dei cittadini veronesi per il rientro immediato dei quadri di Castelvecchio” che è ancora oggi sottoscrivibile all’indirizzo “rivogliamoiquadri@gmail.com”.

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