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15 Agosto 2022
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Guardia di Finanza: 17 arresti tra Crotone e Belfiore per fatture false per 12 milioni

Diciassette persone arrestate tra Crotone e Belfiore e beni sequestrati per un valore di 12 milioni di euro. È il risultato dell’operazione “Ciclope”, messa a segno tra Cotone e Verona dalla Guarda di Finanza con gli arresti effettuati all’alba di oggi da parte del Nucleo di Poliza Economico-Finanziaria di Crotone e della Compagnia di Soave, nei Comuni di Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Crotone, Rocca di Neto, Belfiore e Cologna Veneta. Smantellata un’agguerrita associazione a delinquere operante nel settore delle frodi fiscali e del riciclaggio del profitto del reato. Gli investigatori del nucleo di Crotone hanno quantificato in 5.599.591,48 euro la somma sottratta al Fisco fra Ires, Iva ed Irap.

Sono state emesse, su richiesta della Procura di Cortone, accolta dal giudice per le indagini preliminari, 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere e per altre 12 persone sono stati disposti gli arresti domiciliari. Secondo le indagini, l’associazione a delinquere è stata costituita, promossa e organizzata da Antonio Aversa De Fazio, 56 anni, di Melissa (Kr), imprenditore da tempo trasferitosi a Belfiore (Vr), dove ha intrapreso un importante attività economica nel settore del commercio di inerti e dell’autotrasporto. Per gli investigatori, Aversa ha sempre mantenuto stretti legami con il territorio d’origine, tant’è che dell’organizzazione fa parte la sua longa manus cutrese, Alfredo Minervino, 56 anni, quale promotore e organizzatore, con compiti di reclutamento dei sodali. Inoltre sono stati arrestati e tradotti in carcere, Raffaele Tucci, 41 anni; Rocco Arena, 47 anni; Vincenzo Migale, 41 anni; tutti di Cutro. Agli arresti domiciliari sono finiti, invece, Domenico Arena, 49 anni, fratello di Rocco; Ferdinando Menzà, 60 anni; Franco Muto Caterisano, 40 anni; Pasquale Macrì, 48 anni; Francesco Maggiore, 49 anni, anch’essi Cutresi, nella loro qualità di associati, con il compito di riciclare gli importi derivanti dalle false fatture. Stessa sorte è toccata a della Giovanni Rovere 54 anni, al quale in concorso con Domenico Renato, 55 anni, viene contestato il reato di corruzione, nella loro qualità di dipendenti comunali di Cutro. Inoltre, Giuseppe Martino, 40 anni, di Cutro; Giovanni Pizzimenti, 30 anni, Giuseppe Pizzimenti, 40 anni (quest’ultimo già detenuto per la nota operazione antimafia “Stige”) e Salvatore Nicastro, 47 anni, tutti di Isola di Capo Rizzuto sono stati arrestati per emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di società ad essi riconducibili.

Le indagini sono decollate nel marzo 2015, dopo alcune segnalazioni inviate alla Guardia di Finanza di Crotone dai finanzieri scaligeri e su una nutrita serie di segnalazioni per operazioni sospette fatte dalle banche e/o dagli intermediari finanziari, da parte del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Crotone. Anche grazie all’ausilio di intercettazioni telefoniche, è emersa l’esistenza di una radicata associazione a delinquere, avente lo scopo di realizzare ingenti risparmi di imposta attraverso l’emissione e l’utilizzo di false fatture, riciclandone, successivamente, i proventi. Non solo, venivano acquisiti elementi inconfutabili circa la violazione della normativa sui sub appalti e sulla corruzione di due funzionari pubblici del comune di Cutro i quali, al fine di favorire un imprenditore locale, procedevano a disporre il pagamento dei lavori ea questo effettuati in violazione dell’art. 21 della l. 646/82, accettandone in cambio regalie.

Da sottolineare anche la collaborazione con il gruppo interforze della Prefettura di Verona che, mentre si sviluppavano le indagini, perveniva all’emissione di informazioni antimafia interdittive su alcuni dei soggetti e società oggi raggunti dalle misure cautelari e dai sequestri. L’attività criminale prevedeva principalmente 3 fasi: nella prima Antonio Aversa, in qualità di rappresentante legale e/o amministratore delle ditte Euro inerti s.r.l., Aversa s.r.l., Autotrasporti Aversa De Fazio s.r.l. e A.d.f. s.r.l., impartiva disposizioni ad Alfredo Minervino, suo referente sul territorio di Cutro, per la predisposizione di false fatture da far emettere nei confronti delle sue società al fine di aumentare fittiziamente i costi e creare un indebito credito iva. La seconda fase vedeva Minervino creare società “cartiere”, intestate a se stesso o a soggetti compiacenti appositamente reclutati, con il solo fine di emettere fatture per operazioni inesistenti a favore delle società riconducibili all’Aversa. Nella terza fase, una volta che le società ricevono i pagamenti per le false fatture, il denaro veniva fatto sparire mediante prelevamenti per cassa, bonifici e/o assegni da parte di soggetti riciclatori su disposizione del Minervino.

L’operazione ha portato al sequestro di 114 fra camion, rimorchi e autoveicoli, 18 unità immobiliari, 33 fra conti correnti, conti deposito, polizze, conti gestione portafoglio, certificati di deposito, conti gestione risparmio, per un valore equivalente al profitto dei reati fiscali ed al valore delle somme riciclate, di circa 12 milioni.

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