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7 Dicembre 2022
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I Comitati Veneti per la difesa del diritto alla Salute: «L’emergenza Coronavirus ci fa capire il valore di un Servizio sanitario nazionale adeguato»

«L’emergenza Coronavirus ci fa capire ancor di più il valore di disporre di un servizio sanitario nazionale adeguato. Che scopriamo oggi invece non esserlo più, stremato da anni di tagli ai servizi territoriali, ai posti letto negli ospedali, compresi quelli di Terapia intnsiva».

A dirlo in un documento firmato oggi, giovedì 19 marzo, sono i vari Comitati veneti per la difesa del Servizio Sanitario Nazionale e del diritto alla salute, sorti spontaneamente e da anni attivi nelle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza. I Comitati, che da anni si battono per la salvaguardia degli ospedali e la valorizzazione della sanità pubblica, hanno espresso oggi con un comunicato unitario, la loro profonda preoccupazione per la grave situazione sanitaria venutasi a creare nel Veneto, e in Italia, a seguito della diffusione repentina del Covid19.

Nel comunicato, I comitati aderenti (Comitato per la salvaguardia degli ospedali pubblici di Pieve di Cadore e di Agordo di Belluno, Comitato S.O.S ospedale S. Antonio di Padova, Comitato per la difesa della Salute Pubblica Alta Padovana, Comitato per la difesa dell’ospedale di Adria e dei servizi socio-sanitari di Rovigo, Comitato per l’art 32 di Rovigo, Comitato per la difesa della Sanità Pubblica Alta Marca Trevigiana, Movimento per la difesa della Sanità Pubblica Veneziana di Venezia, Comitato per la difesa dell’ospedale Fracastoro di S Bonifacio, Comitato Sanità Pubblica Alto Vicentino) esprimono innanzitutto «vicinanza e cordoglio ai parenti e agli amici delle vittime del Covid19», manifestano «piena solidarietà e riconoscenza a tutti i lavoratori della sanità per l’abnegazione con cui hanno finora affrontato l’emergenza Coronavirus, nonostante condizioni di lavoro di grave insicurezza, per la propria e l’altrui salute, privi dei minimi presidi di protezione e salvaguardia», «gratitudine a tutti quei lavoratori che, continuando la propria attività in condizioni di disagio, permettono ad ogni cittadino di sopravvivere in questo difficile frangente». Quindi, denunciano «con forza l’evidente inadeguatezza del Servizio sanitario nazionale, un tempo tra i migliori ma ora stremato da anni di tagli ai servizi territoriali e ai posti letto negli ospedali, anche nei reparti di Terapia Intensiva» e sollecitano «la Regione e il Governo ad assumere un atteggiamento pienamente responsabile ed adeguato alla sfida in atto provvedendo, nel più breve tempo possibile alla fornitura dei presidi sanitari per la prevenzione del contagio a tutti i sanitari a rischio, in particolare negli ospedali, oltre che a provvedere a nuovi posti letto, nuovi operatori, e attrezzature sanitarie di supporto indispensabili».

I Comitati, quindi, confermano il loro impegno e vigilanza, nei rispettivi territori di competenza «per una comune difesa del diritto universale alla salute di tutti e di ciascuno, così come stabilito dalla Costituzione Italiana» ed auspicano che, da questa emergenza, si tragga insegnamento «per considerare il Servizio sanitario nazionale un bene comune da proteggere, salvaguardare e sostenere con finanziamenti adeguati e attribuzione di nuove risorse  umane e strumentali». Infine, «consapevoli della gravità del momento, si impegnano a concordare e attivare, nel prossimo futuro, azioni specifiche e in questa direzione, a difesa della Sanità Pubblica e della qualità del Servizio sanitario nazionale».

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