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15 Agosto 2022
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Il “Cangrande” al calciatore dell’Hellas Moras per le sue qualità umane

Pastorello Moras

Moras: «È un premio importantissimo che dedico a mio fratello Dimitri». Lo ha detto un commosso Evangelos Moras, il al calciatore dell’Hellas Verona a cui, oggi in Provincia a Verona, il presidente Antonio Pastorello ha consegnato la targa “Cangrande” «per le grandi qualità umane dimostrate dallo sportivo e per l’esempio positivo di altruismo che offre ai giovani».

Erano presenti il vicepresidente della Provincia Gualtiero Mazzi, il consigliere delegato allo sport, Andrea Sardelli; il consigliere delegato al sociale, Mauro Carradori; il consigliere delegato alla cultura, Luca Zamperini; il direttore generale dell’Hellas Verona, Giovanni Gardini; la moglie e la figlia del calciatore, Afroditi e Vassiliki; il presidente Ussi Verona, Alberto Nuvolari. Hanno partecipato inoltre Lorna Campari e Vanni Corghi, coorganizzatori dell’evento di sensibilizzazione sulla donazione del midollo osseo che si terrà il 26 settembre e del quale Moras è stato testimonial nell’edizione 2014.

A Verona dal 2012, il difensore di origini greche non ha mai fatto mancare il suo fondamentale apporto alla squadra, nonostante la scorsa stagione sportiva sia stata impegnativa anche sul fronte personale. Il fratello Dimitri si è ammalato di leucemia nel 2014 e il difensore si è sottoposto al trapianto del midollo osseo per cercare di salvargli la vita. Purtroppo, le cure tentate a Melbourne in Australia e poi nella loro città natale, a Larissa, non hanno avuto buon esito e il fratello è mancato nella notte fra il 17 e il 18 luglio 2015. Durante e in seguito a questo tragico avvenimento, Moras continua ad essere impegnato nelle campagne di sensibilizzazione per reclutare donatori che si iscrivano nel registro nazionale.

«Il difensore Moras è un esempio positivo per tanti giovani. Non sempre le persone pubbliche lo sono, in lui invece si sommano le doti dello sportivo con le qualità dell’uomo: altruismo e vicinanza verso chi è meno fortunato – ha sottolineato Pastorello -. Per noi pubblici amministratori è un obbligo, oltre che un piacere, dare risalto a figure come la sua. Valorizzare le qualità personali di personaggi pubblici significa fornire buoni modelli per tanti ragazzi che hanno nello sport i loro beniamini. Oggi sono particolarmente coinvolto, non solo come tifoso dell’Hellas Verona ma anche per la mia vicinanza alla Grecia: mia figlia Laura infatti ha sposato un greco e i miei due nipotini sono la sintesi delle nostre due civiltà. Conoscere personalmente Evangelos è stato per me un gradissimo onore».

«È un premio importantissimo che dedico a mio fratello Dimitri. Da quando lui non c’è più io non sono più solo, è il mio angelo e mi seguirà sempre da cielo. Adesso quello che devo fare è diffondere il suo messaggio positivo, la grande forza che ha avuto nell’affrontare la malattia e quella che dimostrano questi malati – ha detto Moras -. Con la donazione del midollo, io gli ho dato un anno di vita in più, eravamo convinti di farcela ma non ci siamo riusciti. Nonostante tutto, lui è stato sempre positivo. Da qui in poi dedico tutto a lui, anche le belle cose che voglio fare quest’anno in campo, se lo meritano la società che mi ha aiutato tanto e i tifosi. Per sostenere la forza dei malati di leucemia, ognuno di noi può fare molto, basta un minuto per iscriversi nel registro dei donatori di midollo osseo. Entro breve in Grecia, realizzerò la Fondazione Dimitri Moras proprio per aiutare tante persone, spero di riuscire a farla anche qui in Italia e a Verona, a cui resterò sempre legato anche quando smetterò di giocare».

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