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8 Dicembre 2022
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Il presidente di Rosneft al Forum Euroasiatico: «Investimenti per 22-23 mld di euro l’anno»

Forum Euroasiatico

«Abbiamo in previsione investimenti nel mondo per 22-23 mld di euro l’anno, nel biennio 2017-2018. I settori maggiormente interessati saranno quelli della meccanica e dell’industria petrolchimica». Lo ha detto oggi al Forum Eurasiatico di Verona il presidente del corso russo del petrolio Rosneft, Igor Sechin, subito dopo aver siglato un accordo con Pirelli e Synthos per lo sviluppo di un progetto per la costruzione di un impianto di gomma sintetica in Nakhodka.

È uno dei risultati del IV Forum Eurasiatico organizzato a Verona dall’Associazione Conoscere Eurasia e dal Forum Economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, Vhs, Region-Group of Companies e Banca Intesa Russia che proseguirà domani al Palazzo della Gran Guardia a Verona.  Una due giorni che vedrà la partecipazione di oltre 70 relatori, ministri, top manager da Italia, Eurasia, Cina e India e di oltre 600 aziende.

Un’area che vale 30 miliardi di euro di scambi commerciali (dato 2014 in calo del 18% soprattutto a causa delle sanzioni) tra Italia e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan).

«Oggi riapriamo il Forum Eurasiatico in un clima sicuramente più positivo rispetto allo scorso anno, per due ordini di motivi. Il primo, perché c’è una nuova consapevolezza geopolitica internazionale che riconosce come necessario il contributo della Russia in materia di sicurezza per la comunità internazionale. Il secondo perché la crisi economica sta rallentando e – secondo gli osservatori – l’economia russa tornerà a virare in positivo nel 2016», ha esordito in apertura del Forum il presidente di Banca intesa Russia e dell’associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico.

«In un momento in cui in Europa si sta cercando di alzare i muri e di rinchiudersi nei propri confini, temendo chissà quale minaccia dall’esterno e non rendendosi conto che chiudersi significa perdere delle occasioni, noi cerchiamo di svolgere un ruolo di dialogo e di confronto nell’area Eurasiatica – ha rimarcato il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi -. Lo testimoniano la storica prerogativa italiana rispetto al dialogo e i viaggi in Russia, Kazakistan e Cina del nostro presidente del Consiglio: oggi noi vogliamo fare da ponte verso quest’area».

«Il nostro Paese cresce più di quanto ci si aspettasse: cresce di più l’export, che nonostante la lieve flessione degli ultimi 2 mesi è già a +4,7% contro una stima inizialmente fissata a +3,7%, grazie anche grande occasione che ha rappresentato l’Expo. Oggi – ha aggiunto il ministro – c’è una scossa nuova rispetto agli anni scorsi, in cui il Paese era fermo, impaludato. I primi dati del cambiamento sono incoraggianti: non a caso il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di 11 dei 16 principali Paesi mondiali, ma per Italia e Regno Unito la stima è stata rivista al rialzo».

«Il trattato Eurasiatico va bene, fa progressi e si sta allargando, però non può creare un’area commerciale paragonabile alla grande alleanza frutto dell’accordo atlantico/pacifico – ha sottolinato il presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi -. Quelli dell’Unione Eurasiatica sono Paesi abbastanza omogenei tra loro, fanno buoni risultati ma non possono produrre quello scatto in avanti di cui la Russia ha bisogno. La grande trasformazione dell’Economia russa – ha proseguito Prodi – ha bisogno di un rapporto stretto con l’Europa, è una questione vitale, per questo penso che la scelta europea sia conveniente per noi e per loro. Ma solo il rasserenamento della situazione ucraina può sanare i rapporti che si sono avvelenati in questo periodo: l’Ucraina deve essere ponte e non campo di battaglia».

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