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17 Agosto 2022
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La Paglia e Bertucco (Pd): «Perché non si è candidata Verona capitale europea della cultura?»

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La mancata partecipazione di Verona al concorso per diventare “Capitale europea della Cultura 2019” e quello a “Capitale italiana della Cultura 2016 e 2017” sarà oggetto di una domanda di attualità che i consiglieri del Pd, Elisa La Paglia e Michele Bertucco, rivolgeranno all’amministrazione giovedì in consiglio comunale.

«Si è aperta il 30 giugno scorso la seconda fase del concorso nazionale per la selezione della “Capitale italiana della cultura 2016 e 2017”, propaggine nazionale del più rinomato concorso europeo per la selezione della “Capitale europea della cultura 2019”, già vinto dalla città di Matera lo scorso dicembre – spiegano i consiglieri – ma dai documenti reperibili on line sul sito del Ministero dei Beni Culturali e del Parlamento Europeo non è possibile rinvenire la partecipazione della città di Verona a nessuno dei due bandi sebbene la nostra città abbia tutte le carte in regola per sfruttare l’occasione di simili vetrine internazionali grazie al suo grande patrimonio artistico e alle numerose istituzioni culturali».

«Eppure la tempistica sembrava a portata di mano – continuano i consiglieri -: l’avviso di bando del Parlamento europeo che assegna al nostro Paese e alla Bulgaria la designazione della città Capitale della Cultura 2019 (la prossima volta all’Italia toccherà nel 2033) è datato ottobre 2006 ma il regolamento nazionale approvato dal Ministero dei Beni culturali risale soltanto all’aprile 2013. Verso la fine del 2014, inoltre, il Ministero dei Beni Culturali, constatato “lo straordinario successo del processo di selezione” aveva rilanciato con l’istituzione del titolo di “Capitale italiana della Cultura” fissando al 15 marzo 2015 il termine di una nuova selezione, la stessa che in queste settimane sta volgendo al termine».

«Vorremmo quindi conoscere le ragioni che hanno sconsigliato l’amministrazione ad aderire ad un percorso – concludono i consiglieri – che richiedeva soltanto di dichiarare alcune progettualità in ambito culturale e l’impegno a portarle a termine ma che in cambio conferiva grande visibilità ai vincitori e un premio in denaro per finanziare gli impegni presi. A meno che non si sia trattato di mera distrazione».

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