«È bene che si sensibilizzi la gente sull’importanza della formazione professionale per i giovanissimi, perché anche in Veneto, dove rappresenta una eccellenza ed una forte presenza nell’offerta formativa in obbligo scolastico e non, non sempre si conoscono i risultati: 20 mila giovani, inserimento occupazionale del 70% , abbattimento della dispersione scolastica, forte raccordo tra scuola e lavoro».
Ad affermarlo è l’assessore regionale Elena Donazzan che interviene in merito alla raccolta firme proposta da domani sulle piazze del Veneto per una legge di iniziativa popolare sulla formazione. «Pochi sanno che a finanziare questa scuola non è lo Stato, ma la Regione, con ben 83 milioni di euro, così come va reso noto che siamo tra le pochissime regioni a sostenere questi percorsi», prosegue l’assessore che interviene con durezza, a fronte della difficoltà di reperire le risorse durante la discussione di bilancio che sta impegnando il consiglio regionale da giorni.
«È depositata in consiglio regionale da febbraio la proposta di legge n. 500 della giunta di mia iniziativa sul “Sistema Educativo della Regione del Veneto” – ricorda Donazzan – nella quale si riordina compiutamente il modello della scuola veneta basato sui principi della centralità della persona e della libertà di scelta educativa della famiglia, del rapporto pubblico-privato e del richiamo ad una maggiore autonomia finanziaria e organizzativa in capo alla Regione».
«Quest’ultima parte, ancora sostanzialmente mancante – secondo Donazzan – realizzerebbe la piena dignità. A questo deve tendere la sensibilizzazione della piazza attraverso l’iniziativa di Forma Veneto, a chiedere al Governo di dare al Veneto le risorse necessarie alla formazione iniziale e a non sottoporre questo settore al Patto di stabilità che ha strozzato gli enti in questi anni».
«La Regione del Veneto ha talmente creduto e difeso in questi anni la realtà educativa da porla sempre come priorità pur nei continui tagli e nelle continue modifiche normative – conclude la Donazzan -. In realtà la proposta del Governo con la “Buona Scuola” di Renzi e con la riforma della Costituzione vanno esattamente nella direzione opposta a quella auspicata in Veneto. Nella Buona Scuola non si menziona nemmeno la formazione professionale e nella riforma della Costituzione si riporta la formazione professionale al livello centrale. Chiedo a Forma Veneto di aiutarmi a chiedere con forza che il Governo cambi direzione e ci aiuti a sostenere la formazione iniziale come facciamo in Veneto».