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11 Agosto 2022
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Legnago, bocciato dalla Regione il progetto di fusione con Angiari

Bocciato dalla Regione il progetto di fusione Legnago-Angiari. Oggi, mercoledì 10 ottobre, la Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto ha esaminato e bocciato la Proposta di legge n. 366 di iniziativa dell’amministrazione comunale di Legnago relativa all’istituzione del nuovo Comune di “Legnago-Angiari” mediante fusione dei Comuni di Legnago e Angiari della Provincia di Verona.

«Si tratta di una iniziativa unilaterale, ovvero di un solo Comune, senza precedenti in tal senso – ha spiegato il consigliere regionale Alessandro Montagnoli (Lega Nord), presidente della commissione -. È pur vero che la legge consente ai Comuni con più di 20.000 abitanti di assumere l’iniziativa legislativa, ma le fusioni si basano su un progetto di condivisione tra due o più Comuni che si mettono insieme. Nel caso di specie, avevamo da un lato un’amministrazione comunale, quella di Legnago, che ha fatto la proposta, mentre dall’altro lato l’amministrazione di Angiari, nel pieno dei suoi poteri e all’unanimità, ha respinto la proposta di fusione. La stessa provincia di Verona, interpellata a tal proposito, ha formalmente affermato che non ricorrono le condizioni istituzionali per l’espressione di un parere in ordine a un disegno di legge che non è condiviso dai due comuni coinvolti».

«Di conseguenza, la Commissione, all’unanimità ha bocciato questa iniziativa esprimendo il proprio giudizio negativo sulla prosecuzione dell’iter di fusione, un giudizio che sarà comunque affrontato anche in Aula consiliare: ad essere messa in discussione sono i cardini della democrazia rappresentativa. Peraltro se avessimo consentito la prosecuzione di questa iniziativa legislativa, di fatto avremmo dato il via libera alle iniziative di altre amministrazioni comunali ove i comuni più piccoli avrebbero dovuto subire le decisioni del comune più grande. Un’annessione di fatto, che ha dimostrato anche lo scarso senso democratico dell’amministrazione di Legnago».

«Mi auguro che simili episodi non accadano più – conclude Montagnoli – e ne terremo conto anche in sede di revisione della legge sulle fusioni di Comuni».

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