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5 Ottobre 2022
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Legnago, consiglio comunale “di fuoco” dall’incompatibilità del vicesindaco alla perdita di valore della rete del gas metano

Il sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti

Si prospetta come una seduta consiliare a temperature particolarmente alte, quella in programma per la serata di giovedì 28 novembre, con probabile prosecuzione lunedì 2 dicembre. Diversi, infatti, i punti “caldi” all’ordine del giorno, che prevede ben sedici diversi temi da trattare.

La seduta si aprirà con un momento commemorativo dedicato a Claudio Marconi, l’ex vicesindaco, da poco scomparso dopo aver lottato contro un male incurabile. Quindi, sarà il momento dell’ora dedicata alla presentazione di ordini del giorno, interrogazione e interpellanze, e già qui l’atmosfera potrebbe surriscaldarsi. Tra quelle presentate, infatti, vi è un’interpellanza del centrosinistra sulla presunta incompatibilità del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Roberto Danieli (Lista Lorenzetti), in quanto socio della società concessionaria della piscina comunale. Per poi tornare a parlare della scuola media “Barbieri” di Casette, con in programma una variazione di bilancio per l’assunzione di un ulteriore mutuo per i lavori di adeguamento dell’edificio scolastico. Pare, però, che il punto possa essere ritirato, dato che nel frattempo è intervenuta la copertura della relativa spesa e quindi non si rende più obbligatoria l’assunzione di un mutuo, come inizialmente prospettato.

Sempre parlando di variazioni di Bilancio, eccone una per l’applicazione dell’avanzo di amministrazione: il Comune ha avuto maggiori entrate dallo sfruttamento della discarica di Torretta, e le utilizzerà per le spese correnti, cofinanziando la realizzazione della tettoia per il Centro ambientale archeologico, e il rifacimento della copertura del tetto della scuola materna “Don Mazzi”. Toccherà quindi alla convenzione con il comune padovano di Maserà, per la gestione del servizio di Segreteria comunale.

«Il nostro segretario – spiega il presidente del Consiglio comunale, Paolo Longhi (Fdi) – sarà in condivisione per un giorno (il giovedì) col Comune di Maserà, che coprirà il 20% dei relativi costi. La precedente convenzione per il precedente segretario, gestito in comunione con Grezzana, dava conto, all’art. 5 di un impiego paritetico del dirigente nei due suddetti comuni».

Sarà poi rinnovata la convenzione per la competenza del Comune nel concedere, in orario extrascolastico, strutture sportive di proprietà o disponibilità della Provincia, con i prezzi che rimarranno gli stessi. E discussa la permuta di opera di urbanizzazione di una area nella zona del centro commerciale, tra il Comune e Maxi Di srl, dove sorgerà poi la nuova sede di un supermercato già presente in città. Andrà poi in votazione l’ampliamento dell’Enaip per un nuovo corpo a tre piani con aule, servizi e palestra.

Il tema più interessante, però, parrebbe essere quello in chiusura: essendoci in ballo la distribuzione del gas metano nel territorio comunale. A spiegare di cosa si tratta, è ancora il presidente Longhi: «Dalla gara del 2010, in cui Legnago affidò il servizio di distribuzione del gas, dopo aver riscattato gli impianti da Italgas, alla Gritti, con scadenza nel 2024 (con i soldi dell’affidatario 10,5 milioni di euro), il contratto in essere prevede che al termine il subentrante dovrà pagare al vecchio gestore la somma di 10,5 milioni di euro, ridotta di quanto già ammortizzato, in questo caso 7,5 milioni di euro. Ora, con un Decreto ministeriale del 2011, la gestione del gas in tutta una vasta zona, comprendente Legnago (tutta la Verona sud, per 48 Comuni) è guidata dal Comune di Villafranca, il quale dal 2015 ha ritenuto che il contratto legnaghese sia troppo vantaggioso per il nostro comune che potrebbe così, riconoscendosi ancora proprietario della rete del gas, ottenere un corrispettivo per la vendita delle reti e servizi o farsi pagare l’utilizzo. Non bastasse ciò, giacché il valore delle reti gas ancora comunali sarebbe di valore superiore a 7,5 milioni, arriva, nel 2016, un decreto ministeriale che attribuisce alle reti non più il valore di mercato ma un valore convenzionale, detto “Rab”, che, alla scadenza, avrebbe avuto un valore parametrato tra i 6 e i 6,5 milioni di euro. Quindi, con un accordo stragiudiziale con la Gritti, oggi divenuta Gigas, siamo giunti alla conclusione dell’opportunità di considerare l’opportunità ed anzi la necessità di considerare già alienate “ab origine”, cioè dall’affidamento, le nostre reti alla Gigas. Morale della favola, dal 2024, eccezion fatta per quella poca rete che resterà di proprietà del Comune, il bilancio legnaghese perderà una stabile voce d’entrata pari a circa 500 mila euro. Saremo ridotti alla canna del gas».

Federico Zuliani

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