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12 Luglio 2024
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Legnago, convegno del Pd sul tema infrastrutture: «Nel Basso Veronese solo promesse»

Il Partito Democratico di Legnago denuncia la situazione, divenuta insostenibile, di isolamento del Basso Veronese dal resto della Regione e del Paese a causa di una rete stradale e ferroviaria vetusta ed inadeguata alle necessità delle imprese e dei lavoratori.

“Infrastrutture e trasporti nel Basso Veronese-Eterne promesse, problemi continui, nessun fatto!”. È il titolo del convegno, aperto alla cittadinanza, che si terrà lunedì 24 febbraio alle 20,30 in sala civica a Legnago, organizzato dal locale circolo del Pd. Interverranno Anna Maria Bigon, consigliere regionale del Pd; il senatore Vincenzo D’Arienzo, rappresentante della Commissione Trasporti del Senato; il segretario legnaghese del Pd, Gianfranco Falduto; il segretario provinciale del Pd, Maurizio Facincani. Modera l’incontro Giorgio Colturato, del Forum Trasporti del Pd Veronese.

«L’incapacità di intervento sul rinnovamento delle infrastrutture, per le loro rispettive competenze, da parte dei governi nazionali degli ultimi trent’anni e da parte del governo regionale, limita pesantemente la capacità del nostro territorio a competere con le realtà economiche e produttive più avanzate d’Europa – spiega Falduto -. Tante promesse fatte negli ultimi dieci anni dalla Regione, con mega programmi di “project financing”, che avrebbero dovuto dare al Basso Veronese una rete stradale d’avanguardia, dall’autostrada Nogara-Mare alla variante alla Regionale 10, che sono miseramente fallite, al punto che la Regione Veneto ha deciso di restituire all’Anas, in barba alla voglia di autonomia, la stessa Regionale 10 e i sovrappassi della Superstrada 434 “Transpolesana”».

«Per non parlare della vergognosa situazione in cui versa la tratta ferroviaria Rovigo-Legnago-Verona, che il rapporto “Pendolaria” di Legambiente relega tra le 10 peggiori tratte ferroviarie d’Italia, gestita direttamente da “Sistemi Territoriali SpA”, la società voluta dalla Regione Veneto nell’ambito di un programma di gestione autonoma di servizi di mobilità innovativo e d’avanguardia, anche questo tristemente fallito – conclude Falduto -. E ora la Regione vorrebbe risolvere i disservizi di questa tratta con la messa in servizio di nuovi treni a motore diesel, come se non bastassero gli altissimi livelli di polveri sottili nell’aria della nostra pianura, tra le più inquinate d’Europa».

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