Questa mattina l’associazione “Il Sorriso arriva subito” ha donato due tricicli porta flebo alla Pediatria dell’ospedale Mater Salutis di Legnago, destinati ai bambini dai 2 ai 7 anni ricoverati nella struttura. Erano presenti all’evento il sindaco Graziano Lorenzetti, il direttore generale dell’Ulss 9, Pietro Girardi, l’assessore alle attività economiche di Verona, Nicolò Zavarise, il direttore della Pediatria del Mater Salutis, Federico Zaglia, il direttore del Dipartimento Materno Infantile, Mauro Cinquetti, il direttore medico del presidio ospedaliero di Legnago, Marco Luciano, e Aurora Nicolis e Begnini Barbara, presidente e vicepresidente dell’associazione.
I due tricicli, acquistati da “Il Sorriso Arriva subito” grazie alle donazioni di privati e aziende e costati 915 euro l’uno, sono prodotti dalla ItalTrike di Treviso e sono stati adattati per il trasporto delle sacche di flebo, per permettere ai bambini durante la terapia di non rimanere a letto e di muoversi nell’area del reparto.
«In una situazione difficile come quella attuale, ci sono belle notizie come questa iniziativa che dimostrano come la gente ami fare del bene, nonostante tutto», ha sottolineato Girardi presentando i tricicli e ringraziando l’Associazione donatrice.
«Ringrazio chi ha partecipato a questo progetto, che permette di far giocare i bambini pur rimanendo in terapia e di portare loro un sorriso – ha aggiunto Lorenzetti -. Non nascondo l’emozione nel pensare che questi tricicli verranno usati dai bimbi. Penso alle famiglie che devono gestire una situazione così delicata e ringrazio l’associazione che si impegna a donare loro un po’ di sollievo e serenità».
«Questa iniziativa è un esempio virtuoso di quanto il volontariato e l’associazionismo possano fare per la comunità – ha specificato Zavarise, che ha supportato il progetto dei tricicli terapici favorendo eventi diretti alla sua realizzazione -. Saper dialogare con queste realtà può creare sinergie che fanno del bene e dare opportunità di vita in più».
«Come si riempie la giornata di un bambino? Telefono e libri non bastano. Grazie a questa idea riusciamo a spostare il bambino dal letto giocando e far muovere la flebo con lui e questo fa la differenza», ha concluso Zaglia.






