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21 Maggio 2024
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Legnago, il sindaco Scapin supero lo scoglio del bilancio

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Tutto come previsto, nell’ultima porzione di consiglio comunale, tenutasi ieri sera a Legnago per completare il corposo numero di punti all’ordine del giorno, dopo che nella serata di mercoledì erano passati al vaglio dell’aula solo i due punti condivisi dai cinque dissidenti ex-PD.

I quali, come preannunciato, non hanno presenziato alla seduta, che è finita così per essere presieduta dal vice presidente di minoranza, il forzista Maurizio Raganà.

Tra il pubblico, una pattuglia nutrita di leghisti, capeggiata dal segretario del Carroccio locale Luciano Giarola, ha inscenato più volte manifestazioni di protesta, con slogan e striscioni, invocando anche la “ruspa” tanto cara a Matteo Salvini.

Alla fine, anche i consiglieri di centrodestra (lo stesso Raganà – la presidenza è stata quindi assunta dal consigliere anziano Luigi Santi del PD -, il collega forzista Loris Bisighin, e i civici ex-longhiani Roberto Danieli e Luca Gardinale) hanno abbandonato l’emiciclo per protesta, lasciando all’opposizione il solo Federico Castelletto, del Movimento 5 Stelle. Anche lui, però, non ha partecipato al voto sull’assestamento di Bilancio, approvato dunque con soli 7 voti, quelli del sindaco Clara Scapin e dei consiglieri comunali a lei fedeli.

Tra i lealisti, anche Diego Porfido di “Uniti per Legnago”, dato in un primo momento come allineato al gruppo dei ribelli, e che invece ha garantito il  numero legale alla giunta, spiegando però apertamente il suo disagio, e facendo capire di essere pronto a passare all’opposizione, se non si chiariranno a breve i mal di pancia interni al centrosinistra.

Tra gli altri punti approvati, il piano per l’energia sostenibile del Patto dei Sindaci e il via libera al regolamento per la videoripresa e trasmissione in streaming delle sedute consiliari, cavallo di battaglia proprio di Porfido e del suo gruppo.

Varato anche il nuovo gruppo dirigente dell’Università del Tempo Libero giunta al suo 26imo anno accademico. Il nuovo rettore sarà Federico Melotto (ceretano come il predecessore Luigi Manfrin, ringraziato da tutte le forze politiche per il lavoro svolto), direttore dell’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea. Vice rettori l’insegnante Lucia Zardin e il giornalista Paolo Cecco, collaboratore della nostra testata.  (F.Z.)

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