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24 Ottobre 2020
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Legnago, la Lega al ministro Franceschini: «Si faccia qui il museo archeologico»

Il caso dei reperti del museo archeologico di Legnago finisce in Parlamento con i senatori Zuliani e Tosato che ribaltano la frittata: «Perché non facciamo il Museo Archeologico Nazionale Veronese a Legnago?»

Dopo la lettera del sindaco Graziano Lorenzetti, inviata ai primi di ottobre al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, per chiedere un suo intervento contro la «spogliazione», come l’ha definita il primo cittadino, del Centro ambientale archeologico legnaghese per portare i reperto nel costruendo Museo Archeologico Nazionale di Verona, ieri è stata presentata un’interrogazione dai senatori veronesi della Lega, Cristiano Zuliani e Paolo Tosato.

«Premesso che l’ex Ospedale militare di Legnago è stato trasformato circa 20 anni fa in una prestigiosa realtà museale contenente reperti che vanno dal Neolitico Antico (V millennio a.C.) alla tarda età del Ferro (II-I secolo a.C.); che il Ministero dei Beni Culturali ha in progetto di creare, a livello nazionale, un unico polo archeologico per singola provincia. A Verona sarà il nuovo Museo archeologico nazionale ricavato all’interno del restaurato ex carcere di San Tommaso dove, in base al progetto, dovrebbero venire collocati anche diversi reperti provenienti dal Centro ambientale archeologico di Legnago – scrivono nell’interrogazione inviata sempre al ministro Franceschini -. Il sindaco di Legnago ha ricevuto comunicazione da parte della direttrice del Museo archeologico nazionale di Verona, che già in questi giorni alcuni materiali sarebbero stati rimossi dalle vetrine dell’Ambientale per diventare parte integrante e permanente del nuovo allestimento museale del capoluogo scaligero. L’amministrazione comunale non concorda che materiali di questa rilevanza vengano sottratti dalla cittadina e all’intera pianura dalla quale provengono, anche perché il museo di Legnago, privato di tali e tanti reperti, rischia la chiusura».

«Pur tenendo conto che i reperti appartengono al Ministero dei Beni Culturali, questi costituiscono anche il patrimonio di un preciso territorio. Inoltre, da vent’anni in questo museo si sono fatti numerosi investimenti, sono stati necessari milioni di euro tra restauro dell’edificio, allestimento museale e successiva gestione, per la quale il Comune offre, tuttora, un contributo annuo di 40 mila euro – dicono Zuliani e Tosato -. Prima delle limitazioni imposte dalla pandemia, questo museo aveva una media di 2 mila studenti all’anno in visita, senza dimenticare le tante convenzioni di formazione con numerose università, i laboratori per le scuole e la collaborazione costante con il Dipartimento dei beni culturali dell’ateneo di Padova».

Per questo i due senatori leghisti chiedono «se il Ministro intenda intervenire, con la massima urgenza, in merito alla salvaguardia dei reperti presenti all’interno del museo legnaghese, al fine di evitare di indebolire irrimediabilmente il patrimonio culturale e la storia di questa comunità; se intenda prendere in considerazione l’ipotesi di costituire il nuovo polo museale provinciale veronese proprio a Legnago».

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