«I sottoscritti operatori socio sanitari, in servizio presso la Casa di Riposo di Legnago, in relazione allo sciopero indetto dalla FP CGIL per le prime due ore di ogni turno nella giornata del 30 giugno 2026, ritengono doveroso e necessario ribadire che le ragioni poste alla base dello sciopero sono condivise da un numero importante e maggioritario degli operatori in servizio presso la struttura.I numeri relativi all’adesione allo sciopero del 30 giugno sono oggetto di interpretazioni fuorvianti, che non rispecchiano la verità dei fatti. Eravamo praticamente tutti precettati».
Sono gli stessi operatori socio sanitari della casa di riposo di Legnago a rispondere con una lettera aperta alle dichiarazioni del presidente Riccardo Toufik Shahine che all’indomani dello sciopero aveva parlato di «bassissima adesione» con «soli 2 dipendenti a scioperare, a fronte di circa 50 presenti in servizio e di un organico complessivo di circa 90 lavoratori». Attaccando la Fo Cgil che aveva indetto lo sciopero poiché «parlare di “alta adesione” è dunque fuorviante e pretestuoso».
«Il giorno 30 giugno 2026, giorno dello sciopero, molti di noi erano assenti (24 operatori) per malattia, congedi, ferie e riposi settimanali. Quindi, per molti di noi, pur avendo a cuore le ragioni dello sciopero, era impossibile astenersi dal lavoro, in quanto “non in servizio” – spiegano gli Oss -. In servizio vi erano solo 26 operatori. Di questi 26, ben 22 sono stati precettati dall’Ente per garantire i servizi minimi essenziali agli ospiti e quindi gli è stato impedito di scioperare. Molti dei 22 operatori precettati hanno comunque comunicato all’Ente la loro adesione “politica” allo sciopero. Due operatori, sui quattro rimasti, hanno scioperato».
«Con questa dichiarazione collettiva si intende manifestare e condividere pubblicamente la propria adesione alle motivazioni dello sciopero e ribadire che il dato numerico relativo alle astensioni effettive dal lavoro non può essere utilizzato per rappresentare in modo corretto il reale livello di consenso tra gli operatori – concludono gli operatori -. L’adesione formale allo sciopero è stata infatti fortemente condizionata dalle assenze già programmate o giustificate e, soprattutto, dalle precettazioni disposte per garantire la continuità dei servizi essenziali agli ospiti».






