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1 Marzo 2024
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Legnago, pace fatta tra Soprintendenza e Comune sul Centro Ambientale Archeologico

Il Centro ambientale archeologico di Legnago non verrà spogliato dei propri reperti. Anzi, ne riceverà di nuovi e soprattutto entrerà sempre più nell’orbita dei grandi musei del Veneto.

Si è concluso con una collaborazione proficua l’iniziale “conflitto” tra la Soprintendenza ai beni culturali e il Comune di Legnago relativo ai reperti del Centro Ambientale Archeologico – Museo Civico, che avrebbero dovuto essere consegnati al nascente Museo archeologico nazionale di Verona, diretto dalla dottoressa Federica Gonzato. In seguito a un confronto tra il direttore della Fondazione Fioroni, Federico Melotto, la Conservatrice del Centro Ambientale Archeologico, Valentina Donadel e la stessa Gonzato, si è raggiunto un accordo che porterà addirittura nelle sale del centro legnaghese nuovi reperti.

«Non resteranno vetrine vuote – ha confermato Melotto -. Al contrario, abbiamo avviato un confronto per investire sul rinnovo e sul recupero di nuovi reperti, fino ad oggi sconosciuti. Il nostro obiettivo, attraverso azioni mirate e collaborazioni con le Università e centri di ricerca, è di far entrare sempre di più il Museo Civico di Legnago nell’orbita dei grandi musei del Veneto. Lo merita senz’altro visto l’enorme valore dei suoi reperti». «Valorizzeremo ancora di più la nostra realtà museale, abbiamo identificato dei nuovi reperti che potranno essere esposti – ha aggiunto Donadel -. E questo in vista della celebrazione dei 20 anni del nostro museo, a dicembre».

«Ringrazio il presidente della Fondazione Fioroni, Luigi Tin, il direttore Melotto e la Conservatrice Donadel per la loro azione diretta con il Polo museale e la Soprintendenza e per essersi confrontati con la dottoressa Gonzato per capire cosa potesse servire al Museo Archeologico di Verona. Un confronto che si è concluso con un’azione di valorizzazione senza depredazione», ha commentato il sindaco Graziano Lorenzetti.

«Questa è una notizia che mi rende molto felice – ha concluso Tin -. Un’azione che inizialmente sembrava dura, forse necessaria, ha portato a una soluzione ottimale per entrambe le parti».

 

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