13.8 C
Verona
23 Maggio 2024
Basso Veronese Cronaca Cronaca In evidenza ultimaora

Legnago, protesta del sindaco con Ulss 9 e Azienda ospedaliera: «Nel nostro ospedale un terzo dei pazienti Covid del Veronese».

«Nel nostro ospedale ricoverati un terzo dei pazienti Covid del Veronese». È il motivo della protesta del sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti che, davanti alla situazione di un ospedale Mater Salutis (nella foto) sotto pressione, oggi ha chiesto ufficialmente all’Ulss 9 ed all’Azienda ospedaliera Universitaria integrata di Verona «una ripartizione corretta tra le varie strutture ospedaliere della provincia degli ammalati di Covid».

«Vorrei fare un intervento relativo al momento difficile che sta vivendo l’ospedale di Legnago, considerato l’alto livello di pazienti Covid che la struttura sta ricevendo dal territorio. In questo momento i numeri non sono proporzionati, non tornano – dice il primo cittadino legnaghese -. Abbiamo circa un terzo di pazienti Covid della Provincia ricoverati a Legnago, quando il nostro distretto è circa un settimo degli abitanti della provincia. Non mi tornano i numeri dell’Azienda Ospedaliera e chiedo ai consiglieri regionali di maggioranza di verificare se viene ottemperata la direttiva regionale 552/2020 che prevede un certo tipo di ripartizione a livello provinciale. Un’altra situazione anomala da verificare è il servizio di pronto intervento. Mi sembra chel’emergenza a cui fa riferimento il 118 sia gestita dall’Azienda ospedaliera anche sul territorio di competenza dell’Ulss 9 e quindi si capisce che da lì partono le indicazioni relative a dove portare i pazienti Covid nelle varie strutture ospedaliere. Chiedo ai consiglieri di accertare anche questa situazione».

«Una cosa che mi sento di sottolineare al direttore generale dell’Ulss 9 Pietro Girardi è che mi pare che ci sia un’anomalia sulla ripartizione tra i vari ospedali: nonostante le direttive regionali abbiano indicato Villafranca come riferimento per il Covid, di fatto questo compito lo sta assolvendo l’ospedale di Legnago con tutte le problematiche ad esso connesse, essendo una struttura periferica che dà una risposta a 150mila abitanti su un raggio di 30km e quindi lontana dalle altre presenti nel territorio – precisa Lorenzetti -. L’accoglienza di pazienti Covid superiore alla capacità sta bloccando quasi totalmente le attività sanitarie necessarie. Chiedo al direttore generale che ci sia una corretta ripartizione dei pazienti Covid in provincia. Villafranca non mi sembra stia assolvendo al suo compito e San Bonifacio viene toccato marginalmente dalla situazione Covid – conclude il sindaco -. Queste situazioni portano a uno stress generale del personale sanitario, che mi sento di ringraziare perché sta operando al di là del proprio dovere da due anni. Una corretta ripartizione porterebbe meno stress a medici, infermieri e operatori, considerato che molti di loro da lungo tempo non riescono ad avere turnazione sui riposi».

Nella tabella elaborata dall’Azienda Ulss 9 e datata 4 gennaio 2022, si evidenzia l’elevato numero di pazienti Covid ricoverati al Mater Salutis rispetto alle altre strutture ospedaliere del Veronese.

Condividi con:

Articoli Correlati

Primo Giornale in distribuzione nel Basso Veronese, sempre scaricabile e sfogliabile

mirco

Valpolicella, approvato il bilancio del Consorzio di tutela della Doc: 3,8 milioni di fatturato

massimo

Verona, domenica a Villa Buri la “Festa dei Popoli” con tema “In cammino per la pace”

massimo

Polato (FdI): «L’Europa sia unita contro l’eccessiva capacità cinese. Rischio da Pechino di dazi al vino europeo»

massimo

Verona, incontro sull’Autonomia differenziata con Paolo Borchia e il ministro Calderoli

massimo

San Bonifacio, alzato il ponte della Motta per far passare l’Alpone in piena

massimo