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18 Agosto 2022
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Legnago, saltato il consiglio di ieri sera e l’amministrazione resta in bilico

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Amministrazione nuovamente in bilico a Legnago, dopo che i che i 5 ex-PD appartenenti al Gruppo Misto (il presidente dell’assemblea Simone Pernechele, la sua vice Diletta Marconcin, il capogruppo Giovanni Mascolo, l’ex segretario democratico Luca Dalla Vecchia e Barbara Ottoboni), hanno disertato la seduta del consiglio comunale di ieri sera, facendolo saltare per mancanze del numero legale, assieme alle opposizioni. E questo, quando l’assemblea deve licenziare l’assestamento di Bilancio, da approvare per legge entro e non oltre il 31 luglio, pena la caduta dell’amministrazione Scapin.

Il consiglio comunale, dato che la situazione era nota e prevista, era già stato indetto anche in seconda convocazione, e si svolgerà mercoledì sera. Quando il quorum per rendere valida e operativa l’assemblea si abbasserà, e la presenza o meno dei “ribelli” non sarà decisiva. A meno che questi non si presentino per votare contro al provvedimento, mandando di fatto a casa l’amministrazione.

Il nodo è la “testa” del vice sindaco Claudio Marconi, considerato troppo potente e accusato dai dissidenti, nemmeno troppo velatamente, di «manovrare» la prima cittadina. La sua defenestrazione agevolerebbe la ricomposizione all’interno della coalizione ma Marconi, dopo aver ceduto il passo a Scapin come candidato sindaco, di uscire di scena del tutto non ha alcuna intenzione. Né il sindaco ha intenzione di privarsi del suo braccio destro, con cui vi è stima reciproca e un ottimo rapporto di collaborazione.

Sul piatto, di contro, la possibilità di un rimpasto che si avvicinerebbe all’opzione bis prospettata dai cinque fuoriusciti, ossia l’azzeramento della giunta.

Nell’ipotesi che circola all’interno della maggioranza, si prospetterebbe – come nelle scorse settimane – sempre il sacrificio dell’assessore al sociale, la democratica Francesca Sordo. Il cui posto verrebbe preso da Silvia Baraldi, che a sua volta lascerebbe la cultura proprio a Marconi, al quale subentrerebbe Pernechele nello strategico ruolo di assessore al bilancio e al personale. Qualche altra delega sarebbe poi ridistribuita (da capire il destino dell’ecologia, al momento sempre in capo a Marconi, mentre si parla anche di un “alleggerimento” delle deleghe in capo a Tommaso Casari, che gestisce attività economiche, sport, lavoro e agricoltura).

Se tra oggi e domani venisse trovato in extremis un accordo, dopo il consiglio si andrebbe al varo della nuova giunta. Viceversa, approvata comunque la delibera, il sindaco pare intenzionato a dimettersi, sfruttando i 20 giorni successivi garantiti per legge per provare a trovare la quadra da una posizione di maggior forza. Come peraltro chiestole ufficialmente dalla componente civica “Uniti per Legnago”, rappresentata in consiglio da Diego Porfido e, in giunta, da Tommaso Casari.  (F.Z.)

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