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2 Dicembre 2022
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Legnago, sul caso di Vigo il sindaco incassa l’appoggio di Liberinsieme

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«Dopo un confronto, noi di Liberinsieme, riteniamo che la delibera della scuola materna di Vigo rispecchia i principi e il programma per cui abbiamo aderito alla coalizione Pd e Legnago Città Intelligente e quindi la condividiamo. Ma siamo anche aperti a un confronto per migliorarla». Incassa il sì del gruppo consigliare di “Liberinsieme” il sindaco Clara Scapin che, ieri, ha risposto “no” alla richiesta avanzata da cinque consiglieri comunali piddini della sua maggioranza che gli chiedevano di ritirare quella delibera di giunta, approvata solo 24 ore prima e che da allora sta scaldando la politica legnaghese (Si veda articoli qui e qui).

«Noi riteniamo che un servizio pubblico, come la scuola materna o altri, può definirsi economico dal punto di vista di un ente pubblico quando offre un servizio alla collettività soprattutto quella più emarginata come possono essere le frazioni dove il privato non andrebbe mai ad insediarsi senza un profitto – spiegano in un comunicato i rappresentanti di Liberinsieme, che in giunta contano sull’assessore Donatella Ramorino -. Scuola materna significa aiutare le ormai poche donne che lavorano. Quella di Vigo, è una realtà da ammirare perché da anni i residenti combattono per conservare nella loro frazione sia la scuola primaria che materna, offrendo talvolta anche servizi aggiuntivi e su base volontaria, per esempio danno la possibilità di tenere i bambini fino alle 17,30. Questa delibera aiuta a valorizzare una frazione, mantenendo decentrati servizi essenziali, permettendo la creazione di un nucleo pubblico propedeutico a nuovi insediamenti residenziali, questo contrasta il fenomeno delle frazioni ghetto/dormitorio e contribuisce a mantenere nelle frazioni il senso di identità e appartenenza».

«La scelta del sindaco e della giunta è da condividere perché riesce anche a far entrare gratis nel patrimonio della collettività una struttura privata in un momento in cui per ottenere entrate siamo costretti anche a vendere edifici pubblici – conclude Liberinsieme -. Il consigliere di Liberinsieme ha sempre potuto esprimere le proprie opinioni e partecipare in maniera costruttiva, siamo coscienti che sarebbe più opportuno ragionare su progetti di lungo respiro con pianificazioni decennali, ma i tempi sono dettati dal quotidiano cogente, bisogna lavorare su due livelli il corrente e il futuro e fare in modo che entrambi siano sostenibili e complementari. C’è lavoro per tutti e c’è bisogno di tutti, confrontiamoci».

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