Politica piccante al peperoncino con note dolci e un retrogusto di caffè. La politica legnaghese finisce a tavola con le ricette del consigliere di opposizione Simone Tebon contro i graffi del resto della minoranza che ne ha chiesto la defenestrazione adducendo sue simpatie per la coalizione del sindaco Longhi nel sostegno dato al bilancio.
Andrea Cesaro, Diego Profido, Stella Bonini, Damiano Ambrosini e Luigina Zappon chiedono all’amministrazione Longhi di non considerarlo parte della minoranza e lui risponde dai fornelli con proposte culinarie stellate e un sondaggio su Facebook: un Ordine del giorno «urgente sull’indirizzo strategico-alimentare della comunità locale “meglio aglio, olio e peperoncino o parmigiana di melanzane?”». E pone anche un dilemma sul tiramisù: «Vanno utilizzati i pavesini oppure i savoiardi?». Tutto servito a sindaco e giunta a cui Tebon chiede un indirizzo politico chiaro nella dieta dei cittadini, con tanto di “Commissione Cucina Coesione Sociale” per valutare tutti i tipi di palato e abitudini gastronomiche.
«Il centro-sinistra vuol sapere se devo sedermi di qua o di là in aula, ecco una provocazione che per rispetto del consiglio non protocollo», spiega Tebon che commenta amareggiato: «Dove sta il rispetto per le scelte legittime di un consigliere?». Così nasce l’idea di diete salutari, che Tebon motiva tra il serio e il faceto: «La scelta tra “aglio, olio e peperoncino” e “parmigiana di melanzane” rappresenta una delle più delicate questioni di equilibrio istituzionale, sociale, emotivo e… digestivo». E dulcis in fundo, un cremoso ed energetico tiramisù per contrastare il sapore deciso del peperoncino. Un talismano, il peperoncino, contro il malocchio in una scaramantica cena politica? (C.F.)






