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3 Marzo 2024
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Legnago, venerdì sciopero del personale Inail per i tagli e l’informatizzazione mal gestita

Il personale delle sedi Inail di Verona e Legnago aderisce allo sciopero nazionale di tre ore indetto unitariamente dalle rappresentanze sindacali aziendali Cisl, Cgil, Uilpa, Usb, Anmi, Confsal-Unsa, Dirstat, Fialp, Unsa, Flp, per venerdì 21 aprile, nell’ambito del percorso di mobilitazione iniziato circa un anno fa per denunciare le difficili condizioni di lavoro, in cui è chiamato ad erogare i servizi all’utenza.
In particolare negli ultimi mesi i quotidiani malfunzionamenti e blocchi dei sistemi informatici, che governano totalmente il lavoro del personale INAIL, hanno reso ancora più problematico rispondere in modo efficace e tempestivo alle necessità non solo di infortunati e tecnopatici, ma anche di imprese e professionisti. Ad esempio il rilascio fallimentare di un nuovo programma sperimentale per il pagamento delle prestazioni assicurative, applicato ai casi d’infortunio di tutta la bassa veronese, ha portato a gravi disservizi, senza che il personale nulla potesse fare per migliorare la situazione.
Si sono aggravate cosi le criticità lavorative, legate alla condizione di cronico sotto organico che affligge le strutture Inail di Verona. Sotto organico calcolato per giunta rispetto a fabbisogni del personale ampiamente sottostimati, per assecondare le politiche di tagli lineari degli ultimi quindici anni che hanno portato l’intero Istituto a contare nel 2022 solo 7378 addetti a livello nazionale, per il comparto Funzioni Centrali, a fronte di circa 3.200.000 imprese assicurate e circa 17.600.000 di soli lavoratori dipendenti non agricoli occupati nel privato e nel pubblico.
Ad inizio 2010 nelle sedi di Verona e Legnago erano in servizio 120 lavoratori e lavoratrici, oggi siamo in 76 compresi i due ingegneri ex Ispels, ente inglobato a fine 2010. Tale carenza per la Provincia di Verona è significativa per i profili specifici, ossia medici legali, ore di medicina specialistica (oculista, chirurgo, ortopedico, otorino), senza voler richiamare quella del settore ricerca ed ispettivo, in un momento in cui è difficile per tutta la Pubblica Amministrazione reperire personale qualificato tramite concorso. Ugualmente a breve il saldo tra neoassunti 2022 e pensionamenti lascerà sostanzialmente invariata la situazione di carenza fino ad oggi patita tra gli addetti amministrativi.
A fronte dei gravosi carichi lavorativi richiesti ai singoli dipendenti, sempre più esposti alle reazioni scomposte dell’utenza, lascia senza parole l’incomprensibile ritardo dell’Amministrazione nell’utilizzo degli strumenti contrattuali atti a valorizzare e sostenere il personale (contrattazione integrativa, piani di formazione, regolamentazione lavoro agile e da remoto, riordino professionale). Tutto ciò si verifica in un quadro generale che non prevede il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), già scaduto da un anno, in tempi in cui l’inflazione viaggia a due cifre.

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