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1 Marzo 2024
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Lotta al Covid, i medici di base di Legnago: «L’Ulss non ci dà le dosi per vaccinare a domicilio»

«Una settimana fa l’Ulss 9 ci aveva promesso che oggi, martedì 13 gennaio, avremmo ricevuto le prime dosi, un centinaio, per poter andare a domicilio a vaccinare i nostri assistiti non trasportabili o comunque da seguire a casa. Ebbene, questa mattina ho ricevuto una telefonata dall’Ulss 9 nel quale mi hanno comunicato di non avere dosi di vaccino disponibili».

A parlare è il dottor Andrea Cesaro che racconta quello che stanno vivendo tutti i medici di famiglia legnaghesi, ma anche di altri paesi non integrati nelle Aggregazioni funzionali territoriali come quella, per esempio, esistente da anni a Cerea all’Area Exp dove da due settimane è stato aperto anche un polo di vaccinazione gestito dai medici di famiglia.

«Questa situazione sta diventando insostenibile – riprende il dottor Cesaro -. Stiamo parlando di soggetti fragili, spesso anziani con gravi patologie, che non sono ancora stati vaccinati. Ad oggi, martedì 13 aprile, al sottoscritto come a tanti altri miei colleghi di Legnago, l’Ulss 9 ha consegnato zero dosi. Dopo che la settimana scorsa ci avevano comunicato che oggi avremmo ricevuto i primi vaccini per effettuare le somministrazioni a domicilio e dopo che, come tanti miei colleghi, ho passato domenica e lunedì ad avvisare le famiglie dei miei assistiti che oggi sarei passato a vaccinarli. Ora, dovrà ricontattarli tutti per scusarmi con loro».

È un vero grido di allarme quello dei medici di famiglia legnaghesi sulla mancanza di dosi di vaccino per andare ad effettuare la somministrazione a domicilio alle persone inamovibili ed a tutti coloro che ne hanno diritto. «Noi siamo pronti ad andare subito nelle case dei nostri assistiti, attendendo che parta il polo di vaccinazione all’ex Macello – spiega il dottor Angelo Guarino -. Ma qui, dopo che ancora 20 giorni fa l’Ulss 9 ci ha fatto predisporre l’elenco dei nostri assistiti che devono essere vaccinati a domicilio, riceviamo pochissime dosi. Intanto, vediamo i nostri colleghi di Cerea che, nel centro di vaccinazioni aperto nella loro Aggregazione funzionale territoriale all’Area Exp, vaccinano da settimane i loro assistiti».

È ancora in fase di allestimento, infatti, il polo di vaccinazioni che dovrebbe essere gestito dai medici di famiglia all’ex Macello, oggi sede dell’associazione Alpini. Ieri, da quanto risulta a Primo Giornale, è stato installato il sistema wifi per permettere di avere la connessione internet e sarebbe arrivato anche il frigorifero dotato di generatore elettrico in caso di black out. Ma manca ancora il resto dell’allestimento dai box dove vaccinare, alle sedie dove far attendere i cittadini. Ma soprattutto, anche qui, non si sa quando l’Ulss 9 fornirà i vaccini necessari.

Una situazione che sta creando grande confusione tra i cittadini, e nella quale si è inserito anche il sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti, lanciando il suo “filodiretto”, una mail del Comune dove la gente, soprattutto anziani, può segnalare i disguidi subiti per avere quanto meno la prenotazione della vaccinazione. Con il primo cittadino che si è personalmente fatto carico con un messaggio sul web, di prendere nota di queste segnalazioni per riportarle ai medici di famiglia.

«E questo non fa che creare ancor più confusione – avverte il dottor Roberto Maggioni – con il povero anziano, o il suo famigliare, che non capisce più a chi deve rivolgersi e finisce per prendersela con il suo medico di famiglia. Il quale è impotente, perché non ha vaccini da somministrare. Il problema è che i medici di base non sono stati coinvolti nella programmazione dell’Ulss 9 sulla campagna vaccinale per il Covid, quindi non sappiamo quando, come e quanti vaccini ci daranno, e di che tipo. Per questo, finché io non li ho in studio, non avviso gli assistiti. Certo, questo crea una grande confusione , aumenta la burocrazia per il medico e sottrae forze alla normale attività, che vuol dire seguire malati cronici, oncologici acuti, disabili. Una situazione che sta minando anche la fiducia deg nostri assistiti nei nostri confronti, perché alla fine siamo sempre noi il loro punto di riferimento».

(Nella foto il centro di vaccinaziione dei medici di famiglia dell’Aft di Cerea all’Area Exp)

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