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17 Agosto 2022
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Mafia in Veneto, Sbrollini e Salemi: «La Regione stanzi 500 milioni per le aziende contro l’usura»

Cinquecento milioni di euro per le aziende, per salvare economia e lavoro contro la pressione delle mafie e una struttura di coordinamento regionale contro l’usura in Veneto. Questa la proposta lanciato oggi da Daniela Sbrollini e di Orietta Salemi per Italia Viva, Psi e Civica per il Veneto contro la diffusione delle infiltrazioni mafiose nella regione.

«Abbiamo letto in questi giorni dati inquietanti sulla penetrazione delle mafie in Veneto e sulle azioni compiute dalle autorità – dichiara Orietta Salemi, veronese, consigliera regionale di Italia Viva -. Una parte significativa degli interessi delle mafie sappiamo essere legati all’usura e al finanziamento di imprenditori e commercianti in crisi di liquidità. Ed è qui che deve iniziare per noi la battaglia contro le consorterie mafiose nella nostra regione».

«Questo della penetrazione delle mafie in Veneto è uno dei problemi che per 25 anni la Lega, anche quando ha avuto per ben due volte un ministro dell’Interno, ha lasciato rimanesse sotto traccia, sottovalutandone la portata anche in Regione – afferma Daniela Sbrollini, candidata presidente del Veneto per Italia Viva, Psi, civica per il Veneto -. Noi abbiamo deciso che non si può stare soltanto a guardare, servono azioni politiche concrete perché con la pesante crisi economica in atto i rischi di espansione delle mafie attraverso i prestiti e l’usura si moltiplicano. La nostra proposta è che già dal prossimo bilancio la Regione stanzi 500 milioni di euro come fondo per il credito alle aziende in sofferenza a causa della crisi generata dalla pandemia. Il soggetto su cui far leva sia Veneto Sviluppo nell’ambito delle deleghe che già ha ricevuto per affrontare la crisi perché è l’ente che ha competenze ed esperienza per erogare misure e accompagnare i piccoli-medi imprenditori potenziali vittime di fondi speculativi e di infiltrazioni criminali. Noi riteniamo che la Regione, a fianco dello Stato, debba fare da garante pubblico per prestiti fino a 50 mila euro a imprenditore in modo da snellire la valutazione di credito da parte delle banche. Affiancare magistratura e forze dell’ordine e non lasciare soli gli imprenditori, in questo semplice modo: liquidità subito disponibile e uno sportello di supporto tecnico concreto per contrastare il sistema dell’usura. Due azioni concrete per ridurre i terreni di coltura delle mafie nell’economia veneta».

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