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9 Dicembre 2022
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Malcesine, 30enne pregiudicato arrestato dai carabinieri per estorsione nei confronti della madre

Un trentenne pregiudicato di origini marocchine, ma da tempo residente in Italia, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Malcesine per estorsione ed atti intimidatori nei confronti della propria madre.

La donna Y.Z., sessantaquattrenne, residente a Brenzone sul Garda dove lavora come badante, si era rivolta ai Carabinieri già nel mese di gennaio, segnalando che il figlio M.M. era rientrato dal Marocco più turbolento del solito. Il ragazzo in passato era stato, infatti, in custodia presso la Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza di Nogara dove vengono trattenuti gli autori di reato con problemi psichiatrici. In particolare la donna aveva cominciato a segnalare soprusi e minacce che il figlio le rivolgeva. Così, quando l’8 marzo, festa della donna, M.M. ha telefonato alla madre chiedendole oltre mille euro per l’acquisto di una vettura minacciandola di farla a pezzi in caso contrario, questa ha sporto la denuncia ai Carabinieri di Malcesine.

Il giorno successivo, poiché il ragazzo aveva reiterato la richiesta minacciando di presentarsi sul posto di lavoro della madre creandole difficoltà per farle perdere il lavoro, la donna acconsentiva ad incontrarlo. I Carabinieri di Malcesine, però, hanno affiancato in borghese la donna per tutelarla da eventuali gesti violenti da parte del ragazzo. Durante l’incontro, la donna non ha ceduto alle pressioni del figlio e non ha consegnato il denaro richiesto, scatenando l’ira dell’uomo, che ha quindi minacciato di incendiarle la casa. La donna, a questo punto, prendeva tempo rimandando ad un altro incontro nel pomeriggio.

In realtà, nel pomeriggio la donna si è recata a Brenzone dal proprio assistito per svolgere il suo lavoro di badante. Qui ha ricevuto ulteriori telefonate minatorie dal figlio, che ha provveduto a registrare, dove questi manifestava il proposito di raggiungerla e crearle problemi se non gli avesse dato i soldi o il suo bancomat. Allertati i Carabinieri, questi hanno raggiunto il posto di lavoro della vittima ed hanno effettuato un servizio di osservazione, a seguito del quale si poteva constatare che effettivamente M.M. giungeva sul posto e cominciava ad urlare ed inveire contro la madre. Improvvisamente, non avendo risposta, l’uomo ha afferrato una pietra e l’ha scagliata contro l’autovettura della famiglia dove la donna presta assistenza, per poi scappare. Inseguito dai Carabinieri in borghese, M.M. è stato raggiunto dopo pochi metri e tratto in arresto per i reati di tentata estorsione ed atti intimidatori.

Dell’arresto è stato informato il pm di turno presso la Procura della Repubblica di Verona, Alberto Sergi, che ha disposto di associare M.M. alla Casa Circondariale di Verona Montorio in attesa dell’udienza di convalida. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Marzio Bruno Guidorizzi, il 12 marzo ha convalidato l’arresto disponendo la custodia cautelare in carcere dell’indagato.

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