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3 Dicembre 2022
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Marmomacc, esposto il monolite “Tetrades” che dialoga con l’uomo opera di 4 studentesse dell’Accademia di Belle Arti

Si chiama “Tetrades” ed è il prototipo di un monolite marmoreo in dialogo con l’uomo, disegnato da quattro studentesse dell’Accademia di Belle arti di Verona che sarà in mostra a Marmomac, la principale Fiera internazionale dedicata alla pietra, alla tecnologia e al design, a Verona dal 27 al 30 settembre.

Pietra, tecnologia e design sono punti cardine dell’Accademia che partecipa alla rassegna, per il quarto anno consecutivo, nella sezione dedicata alle Università, con la Scuola di progettazione artistica d’impresa (Design), coordinata dal professor  Sotirios Papadopoulos, la Scuola di Scultura coordinata dalla professoressa Francesca Piccolino Boniforti, e quella di Restauro coordinata dal professor Massimiliano Valdinoci.

«Gli studenti e le studentesse, durante l’anno accademico, affrontano la ricerca e la sperimentazione sul marmo attraverso nuove produzioni, mostre ed eventi nel territorio veronese tradizionalmente vocato alla produzione litica», spiegano Piccolino Boniforti e Papadopoulos.

Quest’anno, all’interno di “Marmomac Meets Academies – Italia da scoprire”, la mostra collettiva dedicata alla ricerca universitaria e al paesaggio dello spazio pubblico urbano, l’Accademia presenta “Tetrades”, un prototipo disegnato dalle studentesse Sara Mosconi, Ayelen Pesenti, Lucrezia Picariello, Camilla Quarti, guidate da Papadopoulos. Il prototipo è stato realizzato grazie alla collaborazione di Donatoni Macchine Srl, di Sant’Ambrogio di Valpolicella, già partner dell’Accademia in precedenti progetti di produzione.

«Tetrades nasce da un’analisi dei comportamenti sociali e dei processi psicologici che, attraverso differenti stimoli emotivi, influenzano l’individuo e il suo comportamento all’interno della società – spiegano le quattro studentesse –. Da tale ricerca si sviluppa un progetto in grado di far emergere quattro distinte emozioni, identificate come stimoli primari, coniugate con un altro elemento, quello della rottura, capace attraverso diversi tagli nella struttura di creare un’adeguata rappresentazione delle singole sensazioni».

Il modello finale è un monolite in differenti tipologie di marmi in grado di rappresentare le singole emozioni: rabbia, estasi, sorpresa e paura. Al centro di ogni struttura è collocata una striscia led che crea un effetto di luci e ombre. «Obiettivo finale del progetto è creare un dialogo fra l’opera e l’individuo, cercando un coinvolgimento emotivo intenso capace di richiamare gli aspetti più intimi e profondi del nostro io», concludono le studentesse.

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