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14 Agosto 2022
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Mattarella ha inaugurato Vinitaly: «Vino alfiere dello stile italiano nel mondo»

Mattarella Vinitaly

«Vinitaly che da tanto tempo dà lustro a Verona continui a tessere la sua tela per tutto il Paese. C’è un marchio che ci unisce tutti, il marchio Italia, ed il vino è l’alfiere del mane in Italy nel mondo. Buon lavoro a tutti». Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato oggi a Verona la 50. edizione di Vinitaly. Un salone mondiale del vino e dei suoi derivati (ma anche dell’olio e dei macchinari per l’enologia) che proseguirà fino al 13 aprile e che domani vedrà l’intervento del premier Matteo Renzi, alle 14,30, per un dibabbibo su “World Wine Web” in un confronto con il fondatore di Alibaba, Jack.

L’apertura con il presidente Mattarella, arrivato in fiera alle 10,50, in anticipo di 10 minuti sulla tabella di marchia, ha visto il saluto del presidente della Fiera di Verona, Maurizio Danese, che ha ricordato come «Vinitaly sia nata nel nel 1966 dall’intuizione di Angelo Betti, allora presidente della Fiera, che ideò “Le giornate del vino”». Danese, ha poi ricordato come «nel 2015 le nostre esportazioni vitivinicole abbiano superato i 5,4 miliardi di euro, in crescita di oltre il 5% sul 2014», e come «ben 450 comuni italiani oggi siano diventati attrazioni turistiche grazie ai percorsi enogastronomici» e che «investire nel vino renda il 160% in più del finanziario».

Il presidente di VeronaFiere ha inoltre ricordato come la fiera scaligera detenga il 45 per cento dell’offerta turistica dell’agroalimentare, e come Vinitaly sia stato riconosciuto «la piattaforma di promozione dell’agroalimentare italiano nel mondo dal Governo, tanto che il ministro Martina ha voluto qui il Forum dei ministri europei dell’agricoltura che si terrò mercoledì 13 aprile a Vinitaly».

Sono seguiti gli interventi del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha rivendicato il ruolo di Verona come capitale italiana della produzione vitivinicola ed ha chiesto «regole e tutele per fra fronte ad una globalizzazione dove la concorrenza gioca con meno regole, meno controlli e meno corsi. Lo chiedo, Presidente, a difesa di questo patrimonio fondamentale per il Paese». E quindi del presidente della Regione, Luca Zaia, che ha ribadito: «Non è un caso che Vinitaly si tenga in Veneto, siamo la prima regione del settore, Qui vi lavorano 2 milioni di persone. Le sfide sono ridurre la burocrazia, e su questo riconosco al ministro che sta portando avanti un bel provvedimento con il Testo unico sul vino; e difendere nel mondo i nostri grandi vini. e poi dobbiamo puntare sulla ricerca perché il consumatore chiede sempre di più qualità e rispetto dell’ambiente nella produzione. Dobbiamo arrivare alla certificazione ambientale dei nostri vini perché non è più possibile annoverare 20-30  trattamenti all’anno nei vigneti». Zaia ha poi concluso con una appello a Mattarella: «Presidente siamo la terra ai giovani. Il demanio ha centinaia di ettari inutilizzati, facciamoli lavorare dai giovani che vogliono fare impresa agricola ma che spesso non hanno la terra per farlo».

È quindi toccato al ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, intervenire per illustrare il settore al Presidente della Repubblica. «Ricordo nel 1986 lo scandalo del metanolo che rischiò di mettere in ginocchio il settore. L’Italia reagì e investendo su qualità, ricerca, eccellenza scrivendo una storia di successo che appartiene a tante aziende vitivinicole. Da quello scandola è nato il sistema Repressioni e frodi del ministero, un esempio unico al mondo per i controlli. Oggi, l’Italia ha oltre 500 vitigni coltivati, nessun Paese ne ha come noi. Ora dobbiamo disegnare con questo Vinitaly dove vogliamo portare il vino italiano. In quel 1986 arrivò in Italia anche internet, e io credo che il web sia uno degli strumenti fondamentali per il futuro del nostro vino, come lo sarà il Testo unico del vino che abbiamo licenziato pochi giorni fa alla Camera e ora attende l’ok del Senato».

«Molti settori sono oggi condizionati da fattori esterni, che sono la congiuntura economica come le mode dei consumatori. I nostri produttori di vino, invece, hanno saputo imporre i loro valori, la loro qualità, dettare loro i gusti al consumatore. Questa è la vera forza oggi del vino italiano nel mondo, con i nostri produttori che hanno saputo imporre un valore – ha esordito il Presidente Mattarella -. Un valore che è di storia, di territorio, di ambiente. Tanti produttori hanno recuperato e rilanciato vitigni autoctoni che stavano scomparendo facendo diventare il vino un simbolo di stile, di gusto, di qualità della vita italiano. Ed il successo dell’export dimostra anche come il superamento e non la mantenimento delle frontiere siano un dato di successo. In questo dobbiamo coltivare l’ambizione di essere leader mondiali del settore».

«Ma il vino è cultura, è ambiente, è conservazione del territorio – ha continuato Mattarella -. È società, visto che oltre la metà della produzione di vino si realizza in strutture cooperative. Inoltre nel settore sono entrati tanti giovani, e tante donne. Si produce vino in carcere, in aziende che fanno lavorare persone disabili, nelle terre sottratte alla mafia. Il vino è parte della nostra storia e Vinitaly che da tanto tempo dà Iustro a Verona continui a tessere la sua tela per tutto il Paese. C’è un marchi che ci unisce tutti, il marchio Italia».

Mattarella ha quindi vistato i saloni di Vinitaly, accompagnato dal presidente Danese, dal ministro Martina, da Tosi e Zaia. Ha anche inaugurato, brindando con il governatore Zaia, il padiglione della Regione Veneto.

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