L’Anief, l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, del Veneto ha inviato oggi una formale segnalazione all’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e a tutte le istituzioni scolastiche della regione per denunciare le gravissime condizioni microclimatiche registrate in questi giorni all’interno di numerosi edifici scolastici. Secondo le testimonianze raccolte dal sindacato, in molte aule del Veneto si stanno raggiungendo temperature superiori ai 39°C, con situazioni particolarmente critiche nelle scuole prive di adeguati sistemi di ventilazione, schermatura solare o raffrescamento.
Una situazione che interessa scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, comprese le sedi in cui si stanno svolgendo gli esami conclusivi del primo ciclo e gli esami di Stato. «Stiamo ricevendo decine di segnalazioni da docenti, personale ausiliario, studenti e famiglie – dichiara Rita Fusinato, presidente regionale Anief Veneto –. Non possiamo accettare che lavoratrici, lavoratori e studenti siano costretti a trascorrere ore in ambienti che hanno raggiunto temperature incompatibili con il benessere e la sicurezza delle persone. La scuola deve essere un luogo sicuro anche sotto il profilo delle condizioni ambientali e climatiche».
Anief richiama il rispetto delle norme previste dal Decreto Legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, evidenziando come le istituzioni scolastiche siano tenute a valutare e prevenire anche i rischi derivanti dalle condizioni microclimatiche e dallo stress termico.
«Non stiamo parlando di un semplice disagio stagionale – sottolinea Alberto Ruggin, vicepresidente regionale Anief – ma di una vera e propria emergenza che rischia di compromettere la salute delle persone e la regolarità delle attività scolastiche. È evidente che sostenere esami, lezioni, riunioni e attività amministrative in aule che sfiorano o superano i 39 gradi significa esporre studenti e lavoratori a rischi concreti di malesseri, disidratazione, cali pressori e stress termico». Particolarmente delicata appare la situazione durante gli esami di fine ciclo. «Gli studenti stanno affrontando prove decisive per il loro percorso scolastico – aggiunge Ruggin –. È dovere delle istituzioni garantire condizioni adeguate di serenità, concentrazione e pari opportunità. Il caldo estremo può influire sulle prestazioni e rendere più difficoltoso affrontare colloqui ed esami in condizioni di equità». Nella lettera inviata all’Ufficio scolastico regionale e alle scuole, Anief Veneto chiede un monitoraggio immediato delle condizioni microclimatiche degli edifici scolastici, l’attivazione di misure preventive e organizzative, la verifica dei Documenti di Valutazione dei Rischi, l’emanazione di indicazioni uniformi a livello regionale e, nei casi più gravi, la possibilità di adottare misure straordinarie a tutela della salute di studenti e personale. Il sindacato chiede inoltre l’avvio di un piano strutturale di interventi sugli edifici scolastici per dotare progressivamente le scuole di adeguati sistemi di ventilazione, schermatura e raffrescamento, oltre a interventi di efficientamento energetico e adattamento climatico.
«La gestione delle ondate di calore non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli dirigenti scolastici o alla capacità di adattamento di studenti e famiglie – conclude Fusinato –. Servono risposte immediate per l’emergenza attuale e investimenti strutturali per il futuro. La tutela della salute e della sicurezza nelle scuole deve rappresentare una priorità assoluta».
Anief Veneto ha infine annunciato che, in assenza di riscontri tempestivi e di adeguati interventi, valuterà ogni ulteriore iniziativa sindacale e istituzionale a tutela del personale scolastico, degli studenti e delle famiglie.






