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16 Agosto 2022
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Melegatti fallita, D’Arienzo (Pd): «Intervenga la Regione con Veneto Sviluppo»

«La Regione Veneto metta a disposizione Veneto Sviluppo Spa in modo da “attribuire” alla Melegatti un interesse pubblico che può favorire una soluzione positiva». A chiederlo è Vincenzo d’Arienzo, senatore del Pd Veronese intervenendo oggi sulla vicenda della dichiarazione di fallimento della storica azienda dolciaria di San Martino Buon Albergo, decisa ieri dal Tribunale di Verona.

«Credo sia utile favorire in ogni modo l’evoluzione verso un possibile acquisto dell’azienda in modo da non far svanire quello che è nel cuore di tutti i veronesi: il pandoro Melegatti.

Se con Veneto Sviluppo Spa, la società finanziaria regionale che si occupa di investire nei settori strategici per il tessuto imprenditoriale veneto, si può fare qualcosa a supporto, questo è il momento per farlo. La presenza pubblica potrebbe facilitare la felice conclusione di questa triste vicenda di cui i lavoratori sono vittime senza alcuna responsabilità – spiega il senatore -. Il Tribunale, infatti, ha deciso che entro ottobre dovranno essere verificati i crediti vantati nei confronti dell’azienda in modo da elaborare il programma di liquidazione. Quel termine impedisce qualsiasi ripartenza della produzione entro Natale, purtroppo. Penso che l’unica via, quindi, sia quella di valutare eventuali proposte di acquisto o affitto di ramo d’azienda. Infatti, per l’esercizio provvisorio credo che la scarsa disponibilità di finanza non possa consentirlo».

«Per mantenere l’attività produttiva in modo da non perdere le quote di mercato conquistate in questi anni e, quindi, salvaguardare l’occupazione nonché la sopravvivenza dello storico marchio, la strada è la ricerca di acquirenti – ribadisce D’Arienzo -. In diversi si chiedono perché non sono state accettate le proposte di salvataggio pervenute da soggetti vari. Chi lo fa getta inutilmente un’ombra sulla decisione presa. Infatti, se tutti gli esperti che hanno valutato la situazione sono pervenuti alla decisione del fallimento, far credere che con quelle proposte sarebbero ripartite le attività produttive equivale a vendere fumo.

Lo dico ai dipendenti, i primi ad essere danneggiati da una gestione disastrosa dell’azienda che adesso possono, per ovvie ragioni, credere a chiunque paventi scenari che con i conti non potevano reggere. A loro va il mio pensiero e la mia vicinanza».

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