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14 Maggio 2021
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Mercatone Uno, fine anche dell’amministrazione straordinaria: a casa 1300 lavoratori

La vicenda imprenditoriale di Mercatone Uno è finita. Ieri, al Ministero dello Sviluppo economico a Roma. il tavolo di crisi ha deciso di chiudere la procedura di amministrazione straordinaria nonostante lo stato di emergenza generale dato dalla pandemia. Ne consegue che dal 23 novembre, con la chiusura della gestione controllata, verranno messi in cassa integrazione per cessazione per 12 mesi gli oltre 1.300 lavoratori coinvolti. Dei quali 109 in Veneto con una trentina coinvolti nel punto vendita di Legnago. Presenti all’incontro i tre Commissari straordinari, le Regioni interessate e le organizzazioni sindacali nazionali, regionali e locali.

«Quella di Mercatone Uno rappresenta una delle pagine più cupe della storia produttiva del nostro Paese – ha dichiarato l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, presente all’incontro –. Pagina che ha visto distruggere un marchio importante, una realtà commerciale emblematica di un intero settore e un numero complessivo di quasi 2.000 posti di lavoro. Questo ha prodotto danni enormi, trascinando con sé un’intera catena da monte, con i fornitori, fino a valle con i consumatori».

«Ciò che aggrava questa presa d’atto da parte del Ministero – precisa l’assessore al lavoro del Veneto – è che gli ultimi anni di progressivo impoverimento di questa importantissima realtà produttiva sono avvenuti durante una gestione a controllo pubblico, ovvero quell’amministrazione straordinaria che avrebbe dovuto creare le condizioni per un rilancio e che, invece, ha peggiorato fino a rendere irreversibile la situazione, coinvolgendo anche l’ampio indotto dei fornitori e i consumatori. Ricordo che il Ministero dello Sviluppo Economico nelle amministrazioni straordinarie ha l’obbligo di vigilare. E, nel caso specifico, la prima amministrazione straordinaria consegnò Mercatone Uno nelle mani di una società con sede a Malta e capitale decisamente insufficiente. Vicenda per la quale le Procure stanno indagando».

«Per quanto concerne noi, – conclude l’assessore – la Regione del Veneto assicura che manterrà a livello regionale il tavolo di crisi con tutte le parti a vario titolo coinvolte: lavoratori, fornitori e consumatori, al fine di monitorare le evoluzioni future di questa vicenda. Rispetto alle condizioni di occupazione dei 109 lavoratori veneti, la Regione, in accordo con le parti sindacali, mette a disposizione tutti i necessari strumenti di politica attiva per l’adeguamento delle competenze e la ricerca di nuovo posto di lavoro”.

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