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29 Novembre 2022
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Montagnoli (Lega) su Ca’ del Bue: «Non serve, i veneti sanno fare la raccolta differenziata»

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«Abbiamo depositato venerdì 22 gennaio una mozione con la quale proponiamo al consiglio regionale di impegnare la giunta a ribadire nelle opportune sedi istituzionali la necessità di stralciare qualunque riferimento alla previsione di ulteriori impianti di incenerimento nel Veneto, con particolare riguardo alla realizzazione dell’impianto di Cà del Bue nel Veronese».

A comunicarlo è il consigliere regionale, ed ex sindaco di Oppeano, Alessandro Montagnoli, primo firmatario della mozione sugli inceneritori, sottoscritta anche dal capogruppo della Lega Nord, Nicola Finco, nonché dal capogruppo della Lista Zaia, Silvia Rizzotto e dal consigliere Stefano Valdegamberi.

Una iniziativa con la quale la Lega Nord intende anche «proporre al Consiglio Regionale la modifica del Piano rifiuti stabilendo che gli unici impianti di incenerimento dei rifiuti urbani in funzione siano solo quelli di Schio in provincia di Vicenza e a Padova in località San Lazzaro – spiega Montagnoli -. In realtà il Veneto è ai vertici per la raccolta differenziata e non ha bisogno di utilizzare altri impianti oltre a quello padovano e scledense».

«Sappiamo tutti che la struttura di Ca’ del Bue, attualmente chiusa per motivi tecnici, ai sensi della  deliberazione del Consiglio Regionale n. 30 del 29 aprile 2015 ‘“Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali” potrebbe avere al massimo una funzione marginale, finalizzata a sopperire eventualmente alla necessità di smaltimento definitivo dei rifiuti di origine domestica prodotti nelle province di Verona ed eventualmente di Vicenza – continua il consigliere regionale -. Il Piano regionale di gestione dei Rifiuti prevede per il 2020 una raccolta differenziata del 76%, soglia già superata nel 2014 da 163 comuni. Il Veneto è stata la prima fra le regioni italiane ad aver superato la percentuale del 65% per la differenziata prevista dalla normativa nazionale e l’obiettivo del 76% per i prossimi anni è raggiungibile: questo tetto renderebbe inutile e diseconomico ogni altro inceneritore oltre a quelli di Schio e Padova. Per altro già lo scorso anno si è registrata la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti in questi due impianti, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. Credo che questi dati, da soli, combinati con la nostra mozione, che non a caso è stata sottoscritta dalla maggioranza consiliare, bruciano qualsiasi polemica più o meno pretestuosa sull’impianto di Ca’ del Bue».

 

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