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11 Agosto 2022
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Montagnoli, Valdegamberi e Zelger a Tosi: «No a matrimoni gay nei luoghi simbolo dell’amore di Giulietta e Romeo»

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«Siamo allibiti per la recente decisione del sindaco di Verona, Flavio Tosi, di concedere la casa di Giulietta per la registrazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, previste dalla legge 20 maggio 2016 n.76, quasi che fossero veri e propri matrimoni. Così si danneggia danneggiando l’immagine stessa di Verona, famosa in tutto il mondo per essere la città di Giulietta e Romeo».

Lo dicono oggi i consiglieri regionali veronesi Alessandro Montagnoli (Lega Nord) e Stefano Valdegamberi (Lista Tosi) ed Alberto Zelger, consigliere comunale (ex Tosiano ora nel Gruppo Misto) con un comunicato nel quale stigmatizzano l’annunciato matrimonio a fine agosto alla Casa di Giulietta tra due omosessuali veronesi che sarà celebrato proprio dal sindaco Tosi.

«Shakespeare avrebbe stracciato la sua opera drammatica, se avesse saputo che i veronesi sarebbero giunti a tanto! Ma già, poiché le lobby lgbt sono molto potenti e Flavio Tosi vuole ingraziarsele, sperando forse di ottenere qualche visibilità in più sui media nazionali. Stupisce poi che alcuni assessori della giunta Tosi, noti per aver raccolto consensi negli ambienti cattolici veronesi, non abbiano alzato un dito per opporsi a questa decisione, presa nella riunione di giunta del 19 luglio scorso, forse per il timore di perdere lo scanno su cui siedono – attaccano i tre consiglieri regionali -. Dispiace che abbiano taciuto quando Tosi volle ingraziarsi le lobby lgbt autorizzando il primo Gay Pride nel cuore di Verona (decisione della giunta 25-02-2015) e anticipare i tempi istituendo il registro delle coppie arcobaleno (decisione della giunta 4-03-2015, ben prima che venisse approvata la legge 76/2016.  Facciamo appello a loro perché sappiano dissociarsi da questa linea politica rimuovendo le contraddizioni che evidenzia con i loro giusti quotidiani appelli ai principi e ai valori cristiani. Non si può essere il 23 luglio a Roma ad applaudire alla convention del movimento FARE!, avvallando la linea politica del sindaco,  e contemporaneamente emettere comunicati in difesa dei principi cristiani».

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