22.7 C
Verona
24 Settembre 2020
Economia Economia Est Veronese In evidenza ultimaora

Monteforte d’Alpone, il crollo dei valori delle uve del Pinot Grigio analizzato assieme al presidente del Consorzio delle Venezie

La presentazione del Pinot Grigio delle Venezie all’ultimo Vinitaly

Venerdì 24 gennaio, a Monteforte d’Alpone, si è tenuto un incontro, organizzato su iniziativa di un gruppo di viticoltori coordinato da Lucio Tebaldi. All’incontro è stato invitato il presidente del Consorzio delle Venezie, Albino Armani. La riunione, alla quale hanno partecipato numerosi viticoltori, è stata voluta per discutere del crollo dei prezzi delle uve Pinot grigio, che si è registrato nel corso della vendemmia 2019. Secondo gli agricoltori, il valore dell’uva non è in grado di assicurare un reddito sufficiente, a tal punto che più di qualcuno ha provocatoriamente avanzato la richiesta di ritornare al vecchio sistema del Pinot Grigio IGT Veneto.

In merito alla riunione, le maggiori criticità sono state individuate nei rapporti tra la Doc delle Venezie e le altre 19 Doc storiche che condividono il territorio: in particolare, si è parlato del fatto che, mentre la Doc delle Venezie ha fatto la coraggiosa scelta di applicare su tutte le proprie bottiglie la fascetta ministeriale, strumento di garanzia per la rintracciabilità del prodotto, escludendo le possibilità di frode, molte delle altre 19 Doc storiche non hanno ancora intrapreso questa strada. In secondo luogo, si è parlato della possibilità, riconosciuta alle 19 Doc storiche, di riclassificare il vino lungo l’anno a “Doc delle Venezie”, operazione che spesso viene fatta per i quantitativi che risultano invenduti. Questa modalità crea gravi problemi: oltre a sottrarre risorse al Consorzio, si rende difficile la programmazione delle attività di promozione e gestione della denominazione, che si trova ad avere un potenziale in continua mutazione. È foriera di possibili squilibri di mercato e, inoltre, finisce con lo svilire l’immagine stessa della Doc delle Venezie.

Dal canto suo, il presidente Armani ha cercato di rincuorare i viticoltori, ricordando che si è registrato un incremento dell’imbottigliato sull’anno precedente. Ha inoltre promesso che si impegnerà, cercando di fare leva sulle associazioni di categoria, per ottenere l’assegnazione di un codice doganale per il Pinot Grigio delle Venezie diretto all’estero, a ulteriore garanzia del consumatore. A febbraio, il presidente avrà un incontro con i suoi omologhi delle 19 Doc storiche e con molti dei produttori che di questi territori risultano imbottigliatori di vini Pinot grigio Doc. La Denominazione interregionale del Pinot Grigio del Triveneto è nata nel 2014 e divenuta operativa nel 2018, dopo un lungo lavoro per superare i regionalismi e trovare un punto di accordo fra i piccoli produttori e le grandi cooperative così da redigere un disciplinare, costituire una società di certificazione e portare avanti i vari progetti, quali la fascetta di Stato. Il CdA della Doc è costituito da 21 membri, 9 del Veneto, 6 del Friuli-Venezia Giulia e 6 del Trentino. (S.B.)

Articoli Correlati

Albaredo d’Adige, incendio alla casa di riposo

massimo

Occupazione, i sindacati chiedono a Zaia un patto per il lavoro

massimo

Vendemmia, oltre 50 italiani assunti grazie ad Agribi

massimo

Mozzecane, il Talent Music Summer chiude la stagione a Villa Cavriani

massimo

Rally, presentato il 38. Due Valli che si correrà il 24 ottobre

massimo

Cerea, travolto dopo essere uscito dalla sua auto incidentata: è grave

massimo