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29 Settembre 2022
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Morti per droga, il Veneto tristemente primo in Italia con già 25 decessi nel 2019

L’assessore regionale Elena Donazzan

A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, è stato dal prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, che ha segnalato come da gennaio ad oggi, siano già stati ben 25 i casi di morte per overdose nel Veneto, un dato che nel 2019 pone la nostra regione tristemente al primo posto in Italia in questa drammatica classifica.

«Sono dati impressionanti quelli relativi alle morti per droga nel Veneto nel corso di quest’anno – ha sottolineato il 24 agosto l’assessore regionale all’ all’istruzione, formazione e lavoro, Elena Donazzan -. Un allarme che conferma l’adeguatezza della sollecitazione continua da parte mia e della Regione ad affrontare con sempre maggior attenzione e più serrati controlli un fenomeno che purtroppo continua ad espandersi, seminando morte e lutti. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo il dovere di mettere in atto tutti gli interventi possibili, in termini di prevenzione e di presidio del territorio per combattere questa piaga».

«Concordo pienamente con il prefetto Zappalorto – ha detto l’assessore – sulla necessità di convocare gli Stati generali per fronteggiare quella che è evidentemente un’emergenza da tempo, coinvolgendo ogni soggetto interessato. La Regione conferma la piena disponibilità ad adoperarsi affinché cresca la consapevolezza a tutti i livelli della pericolosità dell’uso di qualsiasi sostanza stupefacente: un messaggio che abbiamo il dovere di diffondere in uno degli ambiti purtroppo maggiormente esposti, quello della scuola».

«Già lo scorso anno – ha avvertito Donazzan – a seguito dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine con i cani antidroga, era emerso che sin dalle prime ore del mattino le sostanze killer circolavano in prossimità degli istituti scolastici posti sotto sorveglianza. Venticinque morti sono il drammatico conteggio, forse purtroppo non definitivo, di quest’anno: dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché questa lista non si allunghi».

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