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17 Agosto 2022
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Nasce il Museo della Capitolare, la biblioteca più antica d’Occidente

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Un museo per mostrare al mondo i tesori della Capitolare di Verona, la biblioteca più antica dell’Occidente, in attività continua da 16 secoli. È il progetto che ha preso il via oggi, a Verona, presentato nello splendido salone centrale della Biblioteca Capitolare da monsignor Bruno Fasani, “prefetto” della biblioteca, che nei giorni scorsi si è visto assegnare due importanti finanziamenti dalla Regione (900 mila euro) e dalla Fondazione Cariverona (400 mila euro) per realizzare un’opera di restauro, messa in sicurezza, ammodernamento e creazione di un percorso museale con sei sale espositive.

«È una scommessa quella che lanciamo oggi ma sono sicuro anche una grande impresa per Verona e per il Veneto. Questa biblioteca è la più antica del mondo latino, custode di veri tesori come il “Codice Gaio”, l’unico rimasto di diritto romano autentico, scritto dal giurista Gaio nel Secondo secolo; o come l’ “Evangeliarium Purpureum”, i quattro vangeli scritti in oro e argento dove avrebbe giurato l’Imperatore Teodorico a Ravenna; o ancora l’”Indovinello veronese”, prima traccia della lingua volgare un Europa; brani dell’Eneide del V sec.; lettere di Cicerone; la copia del “De Civitate Dei” di Sant’Agostino – sottolinea monsignor Fasani -. Qui ci sono circa 90 mila volumi in deposito del periodo medievalista, più altri di acquisizione più recente, poi 1.200 manoscritti, 245 incunaboli, 2.500 cinquecentine, 2.800 seicentine. La catalogazione è sempre in corso come il loro mantenimento e restauro. Qui studiarono e passarono ore sui libri Dante e Petrarca. Ebbene, pochi conoscono questo tesoro. Noi riceviamo tante richieste da studiosi, ma a Verona passano migliaia di turisti, oggi richiamati dal balcone di Giulietta come dall’Arena. E gli stessi veronesi non sanno di avere in custodia tali rarità. Da qui, l’idea di dar vita ad un “Museo della Capitolare”, che diventi poi un grande circuito culturale veronese con l’apertura del nuovo museo d’Arte Moderna a Castel San Pietro e del museo de Teatro Romano, tutti luoghi storici sul percorso che porta alla Capitolare ed al cuore di Verona».

«Quatto anni fa con due esponenti del Capitolo che oggi sono qui con me in veste di assessore regionale e di esponente della Fondazione Cariverona, Giancarlo Conta e Giovanni Sala, iniziammo a pensare al progetto di un museo anche perché il rischio, con la crisi, era anche che questi tesori finissero in un cono d’ombra, inoltre oggi non abbiamo più le sovvenzioni pubbliche e private che mantenevano la biblioteca. Quindi, perché non aprirla al pubblico come un museo, a pagamento, soprattutto per ii turisti. A Dublino l’hanno fatto avendo un solo codice del nono secolo, cosa possiamo fare qui».

Un progetto che adesso è diventato realtà e che Curia, Fondazione e Regione sperano di veder decollare come cantiere entro gli inizi del prossimo anno, come spiega Massimo Casali, l’architetto incaricato di realizzare la progettazione: «Noi siamo già avanti con il progetto definitivo che nei prossimi giorni presenteremo alla Sovrintendenza archeologica ed a quella dei Beni monumentali, ed al Comune di Verona per avere le autorizzazioni. Solitamente la Soprintendenza di solito risponde in 120 giorni, quindi pensiamo di poter partire con i lavori già ai primi dell’anno prossimo».

Il progetto preliminare già redatto dall’architetto Casali coinvolge l’intero edificio della biblioteca, che sorge a fianco del Duomo di Verona, collocando al piano terra le funzioni didattiche e di servizio alla biblioteca ed al percorso museale. Al piano nobile verrà potenziato il servizio di segreteria, salvaguardando gli spazi accademici per gli studiosi su 170 mq. Qui saranno ricavate le sei sale espositive, su 270 mq, che saranno dotate di sofisticate bacheche per esporre non solo copie, ma anche originali dei manufatti. Il grande salone centrale verrà trasformata tecnologicamente, dotandola di tutti gli strumenti audio-video per conferenze e convegni. I piani superiori, dove oggi si trovano circa 300 metri di archivi, vedrà una risistemazione ed un riassetto con la creazione di zone per volontari e professionisti che lavoreranno in questa struttura.

«Abbiamo puntato su un progetto che unisca moderno ed antico – riprende l’architetto – inserendo anche lo sviluppo culturale della biblioteca, come l’acquisizione di macchinari per scannerizzare libri antichi, e sistemi Wi-Fi e di comunicazione avanzati. Nascerà un polo culturale che sarà collegato al mondo».

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