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6 Ottobre 2022
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‘Ndrangheta a Verona, Bertucco (Sinistra in Comune): «Il sindaco si renda conto dell’osmosi esistente tra mafie ed imprenditori locali»

«Pur riconoscendo un deciso passo in avanti rispetto all’atteggiamento negazionista della precedente, l’amministrazione Sboarina, così come il presidente della Regione Zaia, non riescono a guardare in faccia alla realtà del fenomeno del radicamento delle mafie a Verona e in Veneto». A dirlo è Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, che analizza quanto avvenuto nelle ultime ore, con il blitz dei Ros contro famiglie dell’ndrangheta «presenti nel Veronese almeno dal 1981», come recita l’ordinanza he ha portato a 33 arresti ed un centinaio di indagati.

«Dalle intercettazioni della nuova indagine Taurus emerge una osmosi costante tra una fetta, si spera limitata, dell’imprenditoria locale ed esponenti delle famiglie legate alle cosche – sottolinea Bertucco -. Imprenditori “veronesi de soca”, perfettamente consapevoli del potenziale criminale di queste persone, si rivolgono a loro per ottenere sconti su preventivi e lavori, indurre i propri creditori a rinunciare ai crediti e c’è perfino il caso di un pestaggio commissionato da un imprenditore ai danni di un sindacalista per indurlo ad abbandonare le vertenze sindacali».

«Di male in peggio, alcuni di questi imprenditori sono riusciti ad avere anche un ruolo in politica e nella gestione delle aziende pubbliche. Le infiltrazioni più inquietanti e più vistose nella pubblica amministrazione locale sono state documentate nella precedente inchiesta di inizio giugno, denominata Isola Scaligera, che ha coinvolto l’ex presidente di un partecipata, l’Amia, e il direttore generale della stessa azienda dei rifiuti, ancora interdetto da incarichi pubblici – ricorda il consigliere comunale -. Dunque a Verona, come nel resto del Veneto, le mafie non si comportano come un corpo separato e indipendente, ma agiscono in osmosi con una parte della società che, anche quando non sia in situazioni disperate, si mostra disposta a scendere a patti con i metodi violenti e mafiosi pur di ottenere dei vantaggi economici. Prima Sboarina e Zaia se ne rendono conto e prima le istituzioni che amministrano riusciranno a sviluppare gli anticorpi necessari a limitare il dilagare delle azioni criminose che inquinano la società e l’economia».

 

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