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11 Agosto 2022
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Negrar, il reparto di Malattie infettive e tropicali del Don Calabria diventa Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico nazionale

Il reparto di Malattie infettive e Tropicali dell’Ospedale Don Calabria di Negrar diventa Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico nazionale (IRCCS).

Dopo lo IOV di Padova in oncologia e il San Camillo del Lido di Venezia in neuroscienze, il sistema sanitario veneto si arricchisce quindi di un nuovo, prestigioso Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico nazionale (IRCCS). È quello dedicato alle malattie infettive e tropicali dell’Ospedale privato convenzionato Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, in provincia di Verona, presentato oggi nella sede del nosocomio, dall’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, dal presidente dell’Ospedale Gedovar Nazzari, dall’amministratore delegato della struttura Mario Piccinini, dal primario del reparto Malattie Infettive e Tropicali, professor Zeno Bisoffi.

L’Irccs di Negrar è l’unico dei 50 specializzati in varie discipline mediche in Italia ad aver ottenuto il riconoscimento anche per le malattie tropicali e si occupa principalmente di quattro settori: la malaria e altre infezioni trasmesse da vettori, la strongiloidosi, le malattie tropicali “rare” (neglected), la co-morbidità in malattie infettive. Abbinata alla cura c’è una ricerca costante e di alto livello che, ad esempio, proprio un paio di settimane fa, ha portato i ricercatori del neo Irccs a individuare una nuova specie di microbatterio responsabile dell’insorgenza della tubercolosi.

«Un’eccellenza nella quale la Regione ha sempre creduto appoggiando Negrar in ogni passo del complesso cammino verso il riconoscimento di Irccs – ha detto Coletto – che oggi riceve un riconoscimento formale fondamentale per attrarre finanziamenti e consolidare ulteriormente la sua fama nazionale e internazionale che è ben precedente. Sono anni che Negrar è anche Centro di Riferimento Regionale per le malattie infettive e tropicali e non è un caso. Le capacità di questo team di sanitari – ha aggiunto Coletto – sono oggi più che mai preziose, perché siamo in una fase storica in cui da un lato è aumentato esponenzialmente il numero di persone che compiono viaggi, anche frequenti, in aree tropicali, dall’altro si sta affrontando, in Italia e in Veneto molto più che nel resto d’Europa, l’impatto dei fenomeni immigratori, con evidenti aspetti anche di carattere sanitario».

Nel solo ambito delle malattie infettive e tropicali, Negrar effettua ogni anno 450 ricoveri e 4.500 visite ambulatoriali. I casi di malaria trattati sono stati finora complessivamente 1.500, ma il lavoro si concentra anche su malattie virali trasmesse da zanzare come la dengue, la chikungunya e il virus zika, che rappresentano un rischio di introduzione in Europa, e in particolare in Italia, per la presenza di vettori efficaci come la zanzara tigre.

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