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19 Luglio 2024
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Negrar, inaugurata dal vescovo Zenti la nuova palazzina d’ingresso all’ospedale: «Pensato per la sicurezza degli assistiti»

È stata inaugurata questa mattina dal sindaco di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, la nuova struttura d’ingresso in viale Rizzardi dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar che sarà aperta al pubblico a partire da lunedì prossimo. Il taglio del nastro è avvenuto prima della celebrazione della messa da parte del vescovo alle 10,30; in tale occasione è stata svelata anche la statua del fondatore San Giovanni Calabria, realizzata dal maestro Poli.

Con l’obiettivo di agevolare il percorso ospedaliero del paziente, è stata realizzata una palazzina di quattro piani che diviene l’unica porta di entrata dell’ospedale, una nuova ala dove sono stati riuniti tutti gli sportelli di accettazione e prenotazione finora dislocati in varie parti dell’ospedale. Al piano terra il paziente trova i totem eliminacode e self-service. Al primo piano dell’edificio sono stati collocati i 14 ambulatori per i pre-ricoveri delle 11 chirurgie e, a partire da ottobre prossimo, sarà attivo anche il centro prelievi e trasfusionale. Nel seminterrato sono stati costruiti su tre piani i parcheggi che arrivano a contenere una capienza di 308 posti auto e che sono direttamente collegati alla palazzina per mezzo di scale e ascensori e di un tunnel che conduce ai poliambulatori di Casa Nogarè. Al secondo e al terzo piano si trovano gli uffici amministrativi e tecnici, al quarto quelli della presidenza e della direzione sanitaria e amministrativa. Nella parte centrale dell’edificio è stata collocata una scultura di Mario Bonamini una quercia rovesciata in ferro battuto.

I lavori, partiti il 4 ottobre del 2017 quando vi fu la posa della prima pietra, sono stati pensati quattro anni fa, quando il Covid-19 ancora non esisteva. La struttura diventa oggi ancora più significativa nella battaglia contro i batteri sempre più resistenti: «È una struttura ad alta tecnologia e pensata per il paziente perché le nostre intenzioni sono quelle di mettere il paziente al centro dell’attenzione – ha annunciato l’amministratore delegato Mario Piccinini -. Oggi in questo edificio l’assistito è ancora più protetto, perché vi si entra solo se strettamente necessario. L’obiettivo è quello dell’umanizzazione: accogliere il paziente come persona e non più come malato».

Il nuovo edificio si colloca all’interno di un progetto di riqualificazione ancora più ampio che continuerà negli anni e che ha come obiettivo lo sviluppo medico-scientifico e tecnologico oltre che l’adeguamento della struttura anche da un punto di vista dell’immagine. «La bellezza in questo caso non è solo un fattore esteriore ma ha un valore carismatico, è il segno dell’attenzione, della cura e dell’amore che la nostra missione ci chiede di dare a ogni nostro malato», ha conclude il presidente del Don Calabria, Fratel Gedovar Nazzari. (E.D.)

 

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