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Negrar, perseguita, minaccia e aggredisce l’ex fidanzata per giorni: stalker arrestato dai carabinieri

maggio 27, 2020 2:39 pm Category: Cronaca, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Domenica sera, dopo l’ennesimo episodio, i carabinieri della stazione di Negrar hanno tratto in arresto un uomo di 33 anni, italiano, residente in Valpolicella, per atti persecutori nei confronti della sua ex fidanzata, temendo per l’incolumità fisica della donna.

La vicenda inizia a fine aprile quando la donna, che abita a Negrar, dopo aver scoperto che il fidanzato si era nuovamente iscritto ad sito di incontri, dopo tre anni di frequentazioni libertine che lei aveva ogni volta tollerato, decide di chiudere definitivamente la relazione. Nei primi giorni sembrava che l’uomo avesse compreso in modo civile questa scelta, ma dai primi di maggio, con messaggi e telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, ha iniziato a tormentare l’ex affinché tornasse con lui. Quando la donna ha cominciato a non rispondergli, ha rivolto le molestie nei confronti della figlia maggiorenne della donna, nel tentativo di farle fare da mediatrice e con l’effetto di traumatizzare anche lei. Questo fino al 4 maggio, quando è esplosa la follia e l’ex fidanzato ha cominciato a presentarsi sotto casa dell’ex e di alcuni suoi familiari dove credeva si fosse rifugiata.

Fino a sera, quando l’uomo si presenta all’abitazione della donna suonando il campanello e bussando alla porta con tale insistenza che un vicino di casa, suo conoscente, preoccupato, interviene calmandolo e ospitandolo in casa fino a notte fonda. Il mattino successivo, però, quando la donna esce di casa per andare a lavorare., prima trova un biglietto infilato sotto la porta di casa e poi l’uomo fuori dal portone che le chiede di parlare. Terrorizzata, chiama il 112 e l’operatore le consiglia di recarsi immediatamente verso la stazione Carabinieri di Negrar rimanendo in linea con lui finché non fosse arrivata davanti alla caserma, o non fosse stata raggiunta da una pattuglia che era stata inviata nel frattempo.

La donna così ha fatto, ha preso la macchina e si è diretta verso il centro di Negrar ma il suo ex, inforcato il motorino, l’ha seguita fino a quando ha capito che stava andando dai Carabinieri. Qui la donna, in lacrime, ha deciso di sporgere querela ma, mentre formalizzava la denuncia per stalking, ha ricevuto un messaggio via whatsapp con le prime minacce di morte che i militari hanno letto in diretta. Da allora è stato un crescendo di messaggi, a volte minatori a volte di supplica a tornare insieme, appostamenti sotto casa, lanci di uova contro le finestre, pedinamenti fino a Verona e danneggiamenti alle autovetture della donna e della figlia.

Il 10 maggio il livello della persecuzione si alza ancora: la donna riceve un messaggio con la minaccia di pubblicare sui social una sua foto intima, che intanto l’uomo ha già inviato alla figlia. E il 15 maggio scopre che la sua foto è stata effettivamente pubblicata anche su un sito di scambisti. Il 17 maggio le minacce di morte arrivano tramite Facebook e intanto continuano telefonate e messaggi, fino a cinquanta al giorno.

 

Il 22 maggio, a sera tardi, mentre la donna si accinge ad aprire il portone del condominio, l’uomo la afferra alle spalle e la spinge all’interno, le dice che vuole solo parlare. La donna grida, dice che chiama i Carabinieri ed estrae il telefono dalla borsa. L’uomo glielo strappa dalle mani, la spinge via e scappa portando con sé il cellulare e le chiavi di casa che erano rimaste nella serratura del portone. I carabinieri intervengono ma l’uomo si è già allontanato. Lo rintraccia telefonicamente un conoscente a cui ribadisce le minacce nei confronti della donna, udite anche dai Carabinieri. I militari lo cercano a casa ma non lo trovano. In piena notte è di nuovo sotto casa della donna e si attacca al citofono. Scappa attraverso i vigneti prima che i Carabinieri tornino sul posto.

A questo punto i Carabinieri di Negrar chiedono ed ottengono un decreto di perquisizione, ma l’uomo è introvabile per tutto il 23 maggio. Domenica mattina, la donna si affaccia alla finestra e lo trova nascosto fra la vegetazione che la sta spiando e chiama i Carabinieri che questa volta lo prendono. Viene eseguita la perquisizione, l’uomo aveva con sé le chiavi di casa della donna, mentre il cellulare viene trovato a casa sua in un paese poco distante. Ormai è fuori controllo e continua a sbraitare minacce anche davanti ai Carabinieri che, però, sono costretti a lasciarlo andare, denunciandolo in stato di libertà. Ma si preoccupano di garantire la sicurezza della denunciante e della figlia fino a quando non sarebbe stato emesso un provvedimento restrittivo da parte dell’Autorità Giudiziaria nei confronti dell’uomo. Effettivamente, per tutta la domenica pomeriggio, lo stalker è stato notato transitare a bordo del suo scooter vicino alla casa della donna.

Calata la sera e notate le luci accese, l’uomo ha tentato nuovamente di avvicinare la donna e attraverso i vigneti è giunto fin sotto le finestre di casa. Ad attenderlo, però, c’erano i Carabinieri che, sentendolo pronunciare frasi sconnesse, come se fosse in preda ad un raptus, e temendo che stesse per compiere un gesto inconsulto, l’hanno fermato. Ne è nata una breve colluttazione al termine della quale l’uomo è stato immobilizzato. Questa volta, però, in considerazione della gravità del fatto, della pericolosità del soggetto e dell’elevatissima probabilità di reiterazione del reato, l’uomo è stato tratto in arresto. E il pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Verona, Stefano Aresu, ne ha disposto l’accompagnamento al carcere di Verona Montorio in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. E oggi, il giudice per le indagini preliminari, Livia Magri, ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare della custodia in carcere.

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